Lo scorso mese, inaugurando le attività per il decennale, ci eravamo lasciati con delle domande. In L Football chi è che difende la porta? Chi detta i tempi? Chi infuoca la fascia? Chi calcia il rigore all’ultimo minuto? Chi cuce il gioco? Chi fa più assist? Perché dietro un web magazine, per fare tutto il necessario, c’è una squadra che funziona esattamente come una vera, segue i suoi schemi, ha le sue tattiche e i suoi assi nella manica da buttare nella mischia. Si tratta di una rosa di uomini e donne, senza Maria De Filippi, una squadra mista anche dopo i quattordici anni, età che tutti abbiamo passato da un pezzo.

Ogni giorno è una gara da giocare e all’allenatore spetta il compito di schierare l’undici iniziale che, ora dopo ora, può cambiare in base alle esigenze. Non ci sono limiti sui cambi, chiunque può entrare, uscire e rientrare, in qualsiasi momento, comodo quando c’è una punizione e ti serve un mancino insomma. In panchina a guidare il club Giuseppe Berardi, fondatore e responsabile del progetto. Armato di pazienza, detiene il record, unico nel suo genere, di non aver mai ricevuto al suo indirizzo alcun #BerardiOut. 

Anche in L Football, specialmente in attesa di EURO23, c’è spazio per il più melodrammatico dei campanilismi, quello tra Italia e Francia. Da quando abbiamo scoperto che oltralpe BB è Brigitte Bardot, abbiamo deciso di rivendicare la nostra superiorità perché noi, non solo abbiamo Barbara Bonansea, ma anche Berardi e Brambilla, primo e secondo in panca, i Fattori e Cincotta del primo scudetto viola. Italia – Francia 2-1.

Forse memori dei successi del collega Lippi al mondiale tedesco, proprio a spese della Francia, il modulo con cui L Football schiera la sua squadra è una variazione del classico 4-4-2 di base: 4-4-1-1 con la seconda punta leggermente arretrata rispetto al centravanti, a legare l’attacco e la linea di centrocampo. 

In campo così disposti: Cardinale; Cappai, Crugnola, Beghini, Musolino; Pozzoli, Ricchiuti, Iannucci, Bottoni; Scatena, Tuttoilmondo. A disposizione: Messina, Chiudinelli, Di Padua, Sabatini, Cuna, Mancini, Scaroni. 

In porta, con il numero 1, Miriana Cardinale; soprattutto perché un rappresentante della Santa Sede serve per mantenere i buoni rapporti con l’esterno, cosa da non sottovalutare se ci si presenta con un tandem d’attacco che Scatena Tuttoilmondo. Se verso la porta arrivano cento avvenimenti, lei ne para centouno. Del tipo che tu lo sai perché il mediano dello Tizimin, nello Yucatan, usa gli scarpini arancioni? Lei sì. 

Linea difensiva a quattro composta da Cappai, Crugnola, Beghini e Musolino. Con il numero 3, Martina Cappai lavora sulla fascia sinistra parallelamente a Silvia Musolino, numero 2, che ara la fascia destra. Da un lato la Guagni della parità di genere, dall’altro la Bartoli di sfondamento che apparecchia il FantaWomen, stanca di chi dalle medie pensa sia una roba di uomini e da uomini, neanche fosse le febbre a 36.2. Ma se i terzini hanno libertà di sganciarsi è grazie alla sicurezza garantita dalla coppia difensiva: Sofia Maria Vittoria Crugnola, per gli amici SMM, per gli altri un quarto d’ora di discorso solo per chiamarla, con il numero 5, e Giulia Beghini, numero 4, con i gradi di Capitano, una medaglia al petto per ogni adepto convertito alla religione del trash. Tornata temprata dall’esperienza internazionale consigliata dalla compagna di reparto, Crugnola naviga su Instagram di cui ha scelto la password dimostrandosi la più tenera delle due. Beghini, fascia al braccio, di fatto allenatrice in campo, mette pezze ovunque quando non scrive le Pagelle ignoranti e la Newsletter, costruisce dal basso ma non disdegna affatto la palla lunga per poi pedalare, e non c’entra nulla il caro benzina. 

In mezzo al campo, a fare densità, con il numero 8 Rita Ricchiuti e con il 6 Federica Iannucci. Di molti centrocampisti si dice si sentano a loro agio nel gioco all’inglese o nel tiki taka catalano, l’habitat di Ricchiuti è all’americana. Come giocano gli americani? Boh, l’importante è che siano a Stelle e Strisce, Yes we can, un trionfo come si USA insomma. Non è ancora chiaro se il merito della gente iscritta alla Newsletter dagli Stati Uniti sia suo o dei suoi parenti. Iannucci invece, tendenzialmente si occupa del made in Italy e delle Azzurre, affiancando quindi alla dimensione internazionale della compagna di reparto la tradizionale solidità tricolore. Sull’esterno agiscono con il numero 7 Martina Pozzoli e con l’11 Chiara Bottoni. A sinistra Pozzoli, in appoggio a Ricchiuti, forma la catena anglo-americana da cui scaturiscono tra le più interessanti occasioni da gol sul tema. A destra attacca Bottoni, spigliata e intraprendente nel twittare e recuperare contenuti.

In attacco, come nelle più classiche delle formazioni, con il 10 Marialaura Scatena, LallaScat, e con il 9, Manfredi Maria Tuttoilmondo. Se dietro non avesse l’arroganza del calcetto del giovedì sera, la chiusa Scatena – Tuttoilmondo potrebbe benissimo essere la didascalia motivazionale di una foto su Instagram, ma non lo è. Scatena se serve cuce il gioco, veste i panni della fantasista ma poi dimentica la password di Instagram, e scrive per la Newsletter solo perché tra una puntata e l’altra ha tempo di dormire. Terminale offensivo, ma comunque un bravo ragazzo, Tuttoilmondo fa tanto lavoro sporco e gioca di sponda andando ad indagare nelle serie minori, per permettere alla squadra di salire. Classico centravanti Boa. 

A disposizione: con il numero 13 Sara Messina se si vuole giocare con il portiere di movimento e risolvere qualsiasi tipo di controversia legale, che non siano le accuse di favoreggiamento al fantacalcio; con il numero 14 Silvia Chiudinelli che dice cose tipo ‘‘tone of voice’’ anche se non è Mara Maionchi, e poi chi pensate che l’abbia fatta la grafica fighissima della formazione, scusate? Con il numero 15 Paolo di Padua, capitano ad interim quando Beghini esce per fare un aperitivo e poi non torna; con il numero 16 Paolo Sabatini, che purtroppo non è singolare sennò l’avremmo messo punta a fare gol, che se ne sta in ciabatte a smanettare per farvi divertire al FantaWomen; con il numero 17 Ersilia Cuna, lì per spaccare la partita entrando a gara in corso, un po’ una Serturini del Twitter; con il numero 18 Simona Mancini, che non è parente del ct della nazionale maschile, qui non siamo al Parlamento, e che è pronta a subentrare in mezzo al campo all’occorrenza; infine, con il numero 21, per vedere spazi anche dove non ci sono, per restituire la bellezza dei gesti, dei simboli, e del campo meglio delle parole, la Cernoia con la macchinetta fotografica, Federica Scaroni.

A rendere tutto possibile, a spiegarci quando si usa la d eufonica, in tribuna d’onore, alla presidenza: Tiziana Pikler, che dopo questa potrebbe anche licenziarci. 

Ma non è finita qui, come ogni squadra che si rispetti, nella vittoria e nella sconfitta, veniamo sotto la curva a salutare il dodicesimo uomo in campo: voi lettori.

Il prossimo mese vi sveleremo altri segreti, tra cui ovviamente non c’è la password di Instagram, ma vi conviene comunque segnare la data sul calendario e tenere d’occhio i social.




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