Ogni anno gli appassionati di calcio ricevono la loro sana dose di gol grazie alle iterazioni di FIFA e PES, ma le serie di EA e Konami puntano, seppur filosofie differenti, ad offrire interpretazioni simulative dello sport nazionale. Nel corso delle generazioni è diventata insomma sempre più rara la presenza di produzioni smaccatamente arcade, in cui il concetto di realismo viene meno per favorire il puro e semplice divertimento, quello fuori da ogni regola, calcistica o fisica che sia. Nel giro di poco tempo, questa tendenza verrà in parte cambiata da Captain Tsubasa Rise of the New Champions e dal titolo che esamineremo oggi: Street Power Football.

Il gioco di SFL Interactive, infatti, si ispira apertamente a produzioni come Mario Strikers, Sega Soccer Slam ed NBA Jam. L’obiettivo è quello di divertire qualsiasi utente unendo il mondo del calcio da strada, le prodezze atletiche dei giocatori più celebri della scena underground e la filosofia arcade. Già nella nostra anteprima di Street Power Football avevamo notato un’offerta potenzialmente molto ricca, ma dopo aver provato una demo preliminare del gioco ci siamo trovati a ridimensionare le nostre aspettative. Questo perché, allo stato attuale, la proposta ludica di SFL mostra delle mancanze piuttosto significative.

Palloni per il mondo

Street Power Football raccoglie tutti i volti noti del mondo dello street soccer per metterli a disposizione dei giocatori in un numero considerevole di modalità in singolo e multiplayer: dal campione mondiale Sean Garnier al talento nostrano, nonché artista del Cirque du Soleil e detentrice di diversi Guinness World World, Laura Biondo. Proprio Garnier è il testimonial del titolo, e accompagna l’utente nella modalità principale: un viaggio intorno al mondo per diventare Re indiscussi del calcio da strada.

Da Roma al Brasile, passando per la Danimarca e Tokyo, si è chiamati a compiere diverse imprese per sbloccare la tappa successiva del viaggio, col campione estimonial che racconta qualche breve curiosità sul luogo che stiamo per visitare. L’approccio è chiaramente asciutto, sbrigativo, per lasciar spazio alle diverse modalità che compongono l’offerta del gioco, a partire dai match Street Power, che sono le “classiche” partite da strada con un massimo di tre atleti per parte.

È qui che, secondo la visione di SFL, dovrebbe percepirsi l’animo del calcio arcade perso da tempo: una volta affrontato il tutorial e scesi in campo, però, qualcosa non sembra funzionare nel migliore dei modi. Ma procediamo con ordine.

Gli sviluppatori hanno svolto un lavoro enorme sul fronte delle skill, registrando numerose sequenze di motion capture con i campioni che compongono il roster: giri del mondo, palleggi e prodezze di ogni sorta sono quindi ricreate con grande fedeltà.

Dall’altra parte, però, c’è il desiderio di offrire un calcio arcade spensierato e ricco di power-up e poteri. Queste due anime, a nostro avviso, tendono a scontrarsi vigorosamente nel corso di una disputa sul campo, complice una fluidità delle animazioni carente: i movimenti, e soprattutto gli interventi in difesa, non reggono il confronto con la cura riposta nelle skill. Ne consegue un risultato a tratti grossolano, che mostra il lato peggiore di un gameplay a tratti farraginoso e poco fluido. Saltuariamente abbiamo anche avvertito un leggero input lag che non aiuta il feeling generale, e speriamo vivamente che SFL metta una pezza a questo elemento entro la release del gioco.

Tornando brevemente sulla difesa, questa non ci sembra all’altezza delle numerose possibilità offensive che si hanno a disposizione: l’unico comando utile a strappare il pallone, infatti, produce un leggero (e soprattutto “corto”) intervento in piedi, che risulta totalmente inefficace quando il pallone è in aria o si subisce un dribbling. In questi casi si è quasi inermi, dato che l’animazione prevede che il difensore venga “umiliato” dai trick più spettacolari.

C’è anche la possibilità di intercettare un passaggio, ma complice una cattiva gestione della telecamera risulta complicato leggere correttamente l’azione. Alcuni di questi elementi saranno difficili da sistemare entro il lancio, ma la speranza è l’ultima a morire.

Non sempre basta un gol per vincere

Spostandoci sulle altre modalità disponibili che, come detto, convergono anche in “Diventa il Re” con sfide extra obbligatorie da superare, ecco che l’offerta di Street Power Football si apre a un ventaglio di possibilità differenti. Nella demo la nostra preferita è stata senza ombra di dubbio “Trick Shot”, in cui si richiede di abbattere diversi bersagli dosando effetto, potenza e altezza del tiro.

Gli appassionati di calcio potrebbero ricordare una pubblicità non troppo recente di una nota marca sportiva, in cui gli atleti più famosi rispondevano alla sfida “mettila dove vuoi”, realizzando prodezze balistiche stupefacenti. Ecco, il concetto è il medesimo e in ogni livello, diviso in diversi quadri, bisogna puntare a realizzare i tiri più complicati: nonostante un timer che scandisce i secondi rimanenti, infatti, quel che conta è soprattutto il punteggio finale; per ottenere determinati bonus è necessario usare effetto e rimbalzi fantasiosi, in modo da moltiplicare lo score. Già questa si dimostra una buona aggiunta all’offerta priva di gravosi difetti, tuttavia, è altresì vero che rappresenta solo un elemento del pacchetto di Street Power Football. Oltre a Trick Shot, trovano spazio anche Freestyle e Panna: la prima è una modalità in cui conquistare i favori del pubblico inanellando palleggi spettacolari, sulla falsariga di un rhythm game, e sebbene sia preziosa per apprezzare il lavoro fatto dagli sviluppatori sui trick, non ci sembra in grado di intrattenere per un numero ampio di ore.

Certo è che, sul fronte delle soundtrack, le licenze sono buone (anche se non troppo numerose), e i vari livelli di sfida potrebbero appassionare gli amanti delle classifiche. Panna, invece, nonostante sia una sfida a colpi di tunnel in cui umiliare l’avversario ci ha convinto meno: una volta caricata una barra di energia, infatti, partirà una sfida a colpi di QTE per determinare chi subirà l’onta di vedersi passare il pallone tra le gambe.

Tutte le modalità che abbiamo elencato saranno da valutare soprattutto contro avversari umani, dato che l’IA non ci è parsa mai in grado di offrire una sfida alla pari. Ne consegue che l’obiettivo di divertire gli utenti potrebbe sfuggire ampiamente dalle mani di SFL, anche se non abbiamo potuto testare l’intero pacchetto di modalità: sappiamo già che ci sarà un comparto multiplayer con tutto ciò che abbiamo elencato e qualche match extra, come gli scontri ad eliminazione.

Tuttavia, il fatto che le partite “classiche” siano quelle che mostrano più difetti (sono anche quelle più complicate da realizzare in termini di puro gameplay) ci lascia un po’ con l’amaro in bocca. Conclude il quadro una realizzazione tecnica un po’ precaria, con personaggi deformed poco definiti, al pari delle arene, che ci son parse troppo desolate. Altri nei che speriamo vengano risolti in tempo per il lancio del gioco.





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