di Emanuele Zotti

La partita tra le due nazionali («Football therapie» si chiama quella senegalese) di calcio formate da giocatori con problemi di salute mentale, organizzata dall’associazione no profit Ecos con il sostegno della Rai

«Crazy for football», venerdì al PalaTorrino gli azzurri sfidano il Senegal


Una grande serata di sport, per proseguire la lotta allo stigma della malattia mentale. Un’iniziativa realizzata dal progetto «Crazy for football», nato nel 2015 dall’idea del dottor Santo Rullo per promuovere il calcio come strumento di terapia nei programmi integrati di cura psichiatrica. V

enerdì sera, alle ore 20, sul campo del PalaTorrino,
si sfideranno gli azzurri della Nazionale «Crazy for football» e i calciatori senegalesi di «Football therapie», formate da giocatori con problemi di salute mentale.

L’incontro è stato presentato mercoledì nel palazzo della Figc, che patrocina l’evento organizzato dall’associazione no profit Ecos con il sostegno della Rai. A fare gli onori di casa il responsabile della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della Figc, Giovanni Sacripante, insieme al dottor Santo Rullo, affiancati dal c.t. Enrico Zanchini e dal capitano Enrico Manzini. Presenti anche il coach e il capitano della rappresentativa senegalese, guidati da Malik Biteye, un operatore sanitario formatosi a Torino e tornato in Senegal per diffondere la cultura psichiatrica. «Da tempo volevamo ospitare la nazionale senegalese per una partita – le parole di Rullo – precisamente dal 2018, quando non poté partecipare alla Dream World Cup di Roma. Adesso possiamo finalmente accogliere questi ragazzi. Siamo convinti che, attraverso la pratica sportiva, le persone con problemi di salute mentale possano avere un supporto fondamentale”.

Anche la Rai ha avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione dell’iniziativa. «Siamo onorati di poter dare il nostro contributo a questa grande avventura sportiva e umana – le parole di Roberto Natale, direttore di «Rai Per la Sostenibilità-Esg» – nella sfida Italia-Senegal c’è anche un po’ del servizio pubblico, perché un programma Rai di grande popolarità come “I soliti ignoti” ha voluto destinare a Ecos e a Crazy for football una parte dei premi vinti dai concorrenti Vip durante la pandemia. Questo ha permesso di far vivere ancora il sogno immaginato anni fa da Santo Rullo e dalla sua straordinaria squadra di sognatori. Ci piace che la Rai sia vicina a chi si batte ogni giorno contro i pregiudizi, per l’inclusione e la solidarietà».

16 novembre 2022 (modifica il 16 novembre 2022 | 21:53)



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