Canta, fa festa il grande pubblico argentino de La Rural. Anche Diego Milito e Martin Palermo, due degli eroi calcistici, del passato, dell’albiceleste sembrano gradire lo spettacolo offerto dai quarti di finale del Master di Buenos Aires. In semi ci vanno quattro argentini ed altrettanti spagnoli. Tutti i match terminano in due set. Gli sconfitti mettono insieme, complessivamente, 19 games, 5 ad incontro.

Nella rumba del cambio di coppie, Coki Nieto e Martin Di Nenno hanno dimostrato un’ottima alchimia. Tecnica, tattica, ma soprattutto emotiva. Con regolarità e commettendo solamente 4 errori gratuiti in due set, hanno demolito, con un doppio 6-2, in un’ora e sette minuti, Sanyo-Tapia, il cui progetto è sempre più al capolinea. Giocheranno insieme ancora i due tornei messicani di WPT e Premier Padel, il Master finale del WPT, non il P1 di Milano a cui non risultano iscritti, con la deadline per l’accendimento chiusa alle ore 17 di venerdì 18 novembre.

Di Nenno è stato un orologio svizzero. Ha difeso ogni palla, anche quelle che sembravano impossibili da giocare, come fosse un match point avversario. Coki in attacco ha finalizzato l’enorme mole di lavoro del compagno con straordinaria continuità nei colpi dall’alto. Al netto di aver trovato una versione sbiadita di Sanyo-Tapia, nel peggior momento di una stagione iniziata con 5 titoli e le chances di poter ambire alla vetta, hanno giocato un padel di enorme efficacia. Oggi, per la prima semifinale, c’è grande attesa, perché la sensazione è che i due siano in un momento magico.

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Si troveranno di fronte, dalle 16 ora italiana, Fernando Belasteguin e Arturo Coello. Le teste di serie numero 3 hanno superato, Iin scioltezza (6-3, 6-1), Josete Rico e Agustín Gutiérrez, arrivati a sorpresa e meritatamente nei quarti di finale e a cui non hanno concesso nemmeno una palla break. Ancora troppo acerbi per impensierire un Bela che si trova storicamente a proprio agio (e i risultati lo dimostrano) quando gioca davanti al proprio pubblico. Sarà una grande occasione per provare a vincere un altro torneo in un anno magico per i due, che si concluderà comunque con la separazione. Proprio nelle ultime ore Bela e Sanyo hanno confermato quello che già era nell’aria: nel 2023 torneranno a giocare insieme.

Tolto Juan Lebron, si affrontano i giocatori di destra più in forma del momento. E con caratteristiche agli antipodi. Da una parte le lunghe leve e la potenza del mancino Coello, attaccante puro, dominante sulle palle alte, ma capace, nel cammino insieme ad un campione come Bela, di migliorare anche altre parti del suo gioco. Ed i margini di crescita sono ancora molto ampi. Dall’altra i tempi e la capacità di rallentare il gioco ed allungare lo scambio di un metronomo come Di Nenno. Anche se nei quarti una delle chiavi è stata proprio la maggior aggressività rispetto al passato recente di Martin, che ha avuto il merito, soprattutto in semifinale, di cambiare ritmo alla propria palla con timing perfetto e nelle situazioni in cui poteva essere una scelta vincente. Il pronostico sembra apertissimo ed il match tutto da vedere.

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Nella parte alta, Lebron-Galan eliminano, duplice 6-4, Paquito Navarro e Mike Yanguas. Match tutto sommato equilibrato con i numeri uno sempre in controllo nei momenti importanti. Eppure questa versione di Paquito, a sinistra, di fianco ad un giocatore di destra aggressivo come Yanguas non è affatto dispiaciuta. Dal punto di vista tecnico l’incastro tra i due sembra ideale, con ancora margini di crescita importanti. Dalla settimana prossima, però, Navarro tornerà a giocare con Juan Tello, spostandosi a destra. Mentre Yanguas nell’Open del Messico del WPT tornerà insieme a Miguel Lamperti, a Milano insieme ad Javi Leal, non giocando però il Major messicano. Tra i giocatori di destra disponibili, in ottica 2023, è sicuramente il migliore. 

Ed in semifinale contro gli spagnoli, ancora una volta grandi favoriti, ci vanno proprio Tello e Chingotto. All’ultimo torneo insieme dopo aver annunciato la separazione ed aver già giocato insieme ad altri partner. Come per Paquito-Di Nenno a Santander l’effetto “ultimo ballo” sembra aver ridato slancio ad una coppia a cui, soprattutto in questa stagione, sono mancati risultati e continuità. Qui hanno davanti una montagna altissima da scalare. Serve un’impresa, si. Però si gioca in Argentina e questo fattore, unito ad un buon torneo fin qui giocato dai due, può in qualche modo limare una parte del gap. 

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