Eccoci di nuovo alle porte del miglior weekend di football dell’anno. Le Wild Card sono state l’antipasto che ci hanno aperto la voragine nello stomaco, e il Divisional Round è qui per toglierci la fame. Le otto migliori squadre della Lega sono pronte: vediamo cosa potrebbero riservarci le quattro sfide, andando in ordine temporale.

 

Bengals @ Titans

Arrivando ai playoff e vincendo la prima partita di post-season dal 1990, i Cincinnati Bengals hanno già fatto qualcosa di storico, a loro modo. Da un anno all’altro, la squadra di Zac Taylor ha compiuto un salto in avanti enorme, aggrappandosi alle larghe spalle di Joe Burrow e alla sorprendente difesa del coordinator Lou Anarumo. 

 

Anche Cincinnati, come alcuni degli attacchi più prolifici del campionato, ama disporsi con tre ricevitori in campo insieme: la squadra ha impiegato l’eleven personnel nel 76% degli snap offensivi, alla pari degli Steelers e dietro solo ai Rams del padre putativo di Zac Taylor, Sean McVay. Alla sua seconda stagione in NFL e dopo un grave infortunio al ginocchio, Joe Burrow ha dimostrato tutto il proprio valore; è ottavo in NFL per lunghezza media dei passaggi tentati (8.1 yard) e primo in percentuale di lanci on target (82.8%, come riportato da Pro Football Reference).

 

Un aspetto visibile già dai tempi del college, e traslato tra i professionisti, è la sua capacità di mantenere la calma sotto pressione: in questa situazione, il suo passer rating è di 92.7, miglior dato NFL tra i giocatori con almeno 100 tentativi di questo tipo. L’arrivo di Ja’Marr Chase è quello che ha sbloccato la dimensione verticale di un attacco in precedenza troppo orizzontale e prevedibile. Nella sua stagione da rookie, l’ex compagno di Burrow a LSU ha guadagnato 1455 yard, record per un ricevitore al primo anno nell’era del Super Bowl. Tee Higgins, molto migliorato da un anno all’altro, soprattutto nel modo di correre le tracce, e Tyler Boyd completano un reparto con pochi eguali in NFL. Sarà decisamente una bella sfida con la difesa dei Titans che, così come l’attacco di Cincy, in una stagione è passata dall’essere una delle peggiori (29esima in DVOA) a una delle migliori della Lega (12esima). 

 

Il reparto guidato da Shane Bowen è esponenzialmente migliorato sui terzi down – concede la sesta percentuale più bassa di conversione agli avversari, 36.7%, l’anno scorso erano ultimissimi con il 51.9% – e nella produzione in situazioni di pass rush con 43 sack, ottavo dato più alto (l’anno scorso erano la miseria di 19). Harold Landry ha giocato una eccellente stagione, finendo in doppia cifra di sack (12) per la prima volta in carriera, riuscendo così ad ovviare ai problemi di salute di Bud Dupree, la grande acquisizione della scorsa off-season, limitato però da infortuni.

 

Nell’interno della linea, oltre a Jeffrey Simmons, attenzione anche a Denico Autry, autore di un’altra ottima stagione dopo quelle estremamente positive giocate a Indianapolis. Sarà un test molto probante per la traballante o-line di Cincinnati, che però, nel complesso, ha ben figurato contro il duo dei Raiders Crosby-Ngakoue.

 

 

La difesa dei Titans non ha un tipo di coverage preferita, ma varia all’interno della stessa gara e anche subito prima dello snap. Sarà un ulteriore banco di prova per testare la maturità di Burrow, che comunque ha già dimostrato di essere decisamente più precoce rispetto a tanti suoi colleghi in termini di lettura delle difese. Molto interessante sarà il duello tra Ja’Marr Chase e Janoris Jenkins, che ora si fa chiamare con il suo soprannome Jackrabbit: Jenkins è un buonissimo cornerback, ma non più è un top nel ruolo. Se la linea offensiva dovesse concedere tempo a Burrow di lanciare sul profondo e Chase vincere degli uno-contro-uno, potrebbe scaturirne un’interessante partita di flipper tra due attacchi proficui. 

 

Sempre parlando di difese, come anticipato in precedenza, anche quella di Cincinnati è molto migliorata da un anno all’altro, soprattutto con le aggiunte dalla free agency ma anche con l’eccellente lavoro di Lou Anarumo. A proposito di free agency, mancherà un importante esponente della d-line degli ospiti, ovvero Larry Ogunjobi; con il suo atletismo e la sua abilità nell’attaccare i QB, decisamente anomala e “non richiesta” per un defensive tackle, l’ex Browns avrebbe probabilmente creato non pochi grattacapi ad una linea offensiva, quella dei Titans, che ha non pochi problemi in pass protection. Da questo punto di vista, DJ Reader, l’altro titolare nel ruolo di tackle difensivo, è l’uomo da tenere d’occhio.

 

L’attacco dei Titans non ha saputo neanche lontanamente replicare le cifre degli anni precedenti, ma è evidente come gli infortuni abbiano giocato un ruolo preponderante. Prima quello di Derrick Henry, il running back più dominante della Lega, sia fisicamente che per l’importanza nel gioco offensivo (a proposito, lo rivedremo contro Cincinnati?). Poi quelli di Julio Jones, che ha così vissuto una prima stagione problematica a Nashville, e quello di AJ Brown. In un attacco così azzoppato, il primo a patire è stato, ovviamente, Ryan Tannehill, che ha visto scendere la lunghezza media dei propri passaggi da 8.4 yard a 7.5 (erano addirittura 9.5 nella stagione 2019), oltre ad aver subito ben 47 sack, quasi il doppio rispetto ai 24 dello scorso anno. 

 

Niners @ Packers

Una grande classica tra due squadre storiche che hanno vissuto stagioni diverse. Se i Packers sono stati quasi sempre al vertice della propria Conference, pur se all’inseguimento della capolista Arizona per almeno metà stagione, i 49ers hanno dovuto sudarsi la qualificazione ai playoff. I rispettivi quarterback non potrebbero essere più diversi tra loro; Jimmy Garoppolo, il system quarterback per eccellenza grazie alla sapiente mano di Shanahan, e uno dei migliori di sempre, quell’Aaron Rodgers capace di elevare all’istante il rendimento di chiunque giochi con lui. 

 

Un elemento comune ai due attacchi, tuttavia, è la creatività e l’abilità dei play caller: Kyle Shanahan e Matt LaFleur sono tra le più brillanti menti offensive della Lega, nonostante la loro giovane età. Si sono già spese sufficienti parole su Aaron Rodgers e sul suo rendimento, che verosimilmente lo porterà a vincere un altro premio di MVP della stagione regolare – sarebbe il quarto per lui. Nonostante le assenze di Marques Valdez-Scantling, la deep threat della squadra, e Robert Tonyan, in IR ormai da due mesi e uno dei migliori giocatori in redzone nella scorsa stagione, Matt LaFleur è riuscito ad installare un sistema estremamente efficiente; ci è riuscito sfruttando la connessione tra Rodgers e Davante Adams (usato con profitto anche come slot receiver), la combo di running back Aaron Jones-AJ Dillon, e ampio uso dei movimenti pre-snap per confondere le difese.

 

Un graditissimo ritorno è quello del left tackle David Bakhtiari, che ha saltato svariate partite per infortunio nella seconda metà di stagione. Nonostante le defezioni e i conseguenti cambi di ruolo dei suoi interpreti, la linea offensiva ha fornito ottime prove, sia quando si è trattato di bloccare la pass rush che per una corsa. Rimane tuttavia molto evidente la differenza di rendimento di Rodgers tra le situazioni in cui la tasca è pulita e quando, invece, il numero 12 è sotto pressione. Nel primo caso, Rodgers ha il miglior passer rating della NFL con 123.7, confermandosi abile come pochi nella storia del gioco a fare a fette una difesa se gli si dà il tempo. Nel secondo, invece, il suo rating scende a un pessimo 67.9: Rodgers è stato pressato nel 22.3% dei suoi snap offensivi. 

 

Sicuramente, la linea difensiva dei Niners non è il più agevole dei clienti da affrontare. Il reparto guidato da DeMeco Ryans ruota attorno a un front seven tra i migliori della Lega. Il loro marchio di fabbrica, costante negli anni anche dopo l’addio dell’ex coordinator Robert Saleh, è il posizionamento dei defensive end come wide 9, ovverosia molto larghi, allineati sulla spalla esterna del tight end, se presente su quel lato. Da quella posizione, i difensori esterni possono prendere velocità, riuscendo a superare il tackle approfittando non solo delle proprie qualità, ma anche dell’inerzia della corsa. Il punto di domanda, che potrebbe rappresentare una notevole sliding door della gara, è la disponibilità di Nick Bosa, uscito anzitempo dalla gara contro i Cowboys per una commozione cerebrale.

 

Per quanto validi, Arik Armstead, Charles Omenihu (giovane estremamente interessante lasciato inspiegabilmente partire dai Texans) e Samson Ebukam non possono surrogare il rendimento di Bosa. Infortunato alla caviglia, ma con infinite probabilità in più di essere della gara, è il linebacker Fred Warner, probabilmente il migliore in NFL in quel ruolo. Il vero punto debole della difesa è la secondaria, che ha perso ad inizio stagione Jason Verrett, il proprio cornerback numero 1, mentre Emmanuel Moseley è entrato e uscito dall’infermeria tutto l’anno: non a caso, la squadra è solo 16esima in DVOA contro i passaggi. 

 

 

Verosimile aspettarsi ampie dosi di difesa a zona, cosa che peraltro San Francisco fa già spesso. La capacità della linea difensiva di mettere in difficoltà la o-line dei Packers è uno dei principali fattori da considerare. 

 

Passando all’altro lato del pallone, un ottimo metro di paragone per l’attacco di San Francisco è la Denver di metà-fine anni ’90; quei Broncos erano il sogno di qualsiasi running back, per la capacità che avevano di muovere il pallone via terra, permettendo anche a carneadi assoluti di mettere su cifre di tutto rispetto.

 

Questi Niners, pur essendo falcidiati da infortuni e senza un running back dominante, sono il quinto attacco su corsa della Lega per DVOA. Il trait d’union tra le due squadre ha un nome, o meglio, un cognome: Shanahan. Mike allenava Denver, e il figlio Kyle è il capo allenatore dei Niners. Come quei Broncos, I Niners hanno un’identità ben precisa dal punto di vista offensivo: tanta outside zone – la linea blocca in massa verso la linea di fondo – tanto movimento pre-snap e, per l’appunto, tanta corsa (sono secondi per percentuale di corse effettuate, pur se a parimerito con altre due squadre). La fluidità posizionale che ormai è una realtà in tanti sport è ben evidente nella figura di Deebo Samuel, un attaccante da 1405 yard su ricezione e 365, con 8 touchdown, su corsa. Una delle chiamate preferite per sfruttare Deebo e il flusso della linea offensiva si chiama Zorro:

 

 

 

 

Nel playbook di Shanahan, con questo nome si indica una outside zone sul lato forte (quello del tight end); lo stesso tight end e il fullback raddoppiano sul difensore esterno, bloccandolo, mentre al ricevitore su quel lato è chiesto di bloccare il cornerback.

 

Brutta notizia, questa, per i Packers, una delle peggiori difese NFL contro le corse (28esima in DVOA): sicuramente, San Francisco avrà studiato il modo in cui il front seven dei Packers si è fatto trascinare via dalla o-line dei Browns – squadra con attitudine offensiva molto simile a quella dei californiani – nella gara di qualche settimana fa. Le speranze difensive dei Packers sono rivolte nella pass rush portata da Rashan Gary (9.5 sack), Preston Smith (9) e Kenny Clark (4, ma è un defensive tackle). Attenzione ai possibili rientri di Za’Darius Smith (outside linebacker) e Jaire Alexander (primo cornerback).

 

Rams @ Bucaneers

L’arrivo di Matthew Stafford via trade dai Lions ha certificato la volontà dei Rams di cambiare rotta rispetto agli anni di Jared Goff. Questi Rams sono molto meno dipendenti dalla play action, potendo contare su un giocatore dal braccio potente come l’ex Lions. Nelle precedenti due stagioni – quando Pro Football Reference ha iniziato a tenere conto dei dati relativi – Goff è stato il quarterback con più passaggi tentati tramite play action: quest’anno, Stafford ne ha tentati 122, ottavo dato più alto della Lega ma comunque non di poco inferiore agli anni scorsi.

 

Ovviamente, è aumentata la lunghezza media dei passaggi, con Stafford che è sesto in NFL con una media di 8.5 yard a passaggio tentato: per trovare statistiche simili da parte di un quarterback dei Rams, bisogna tornare indietro di tre anni, quando Goff fu fondamentale nel portare i losangelini al Super Bowl. Il cambio di filosofia e l’arrivo di Stafford hanno portato benefici soprattutto a Cooper Kupp che, da ricevitore di possesso quale era, è diventato una delle armi più efficaci e sicure della NFL; il ricevitore dei Rams ha guidato la Lega in ricezioni, yard su ricezione e touchdown come non succedeva dal 2005, e lo ha fatto con una percentuale di ricezione del 75%, quarto miglior dato tra i ricevitori con almeno 90 target. 

 

Kupp è anche un eccellente bloccante, cosa rara per un attaccante così prolifico; è anche grazie a lui, e ovviamente ad una linea offensiva di buon livello quando si tratta di bloccare per le corse, che il running game dei Rams ha terminato la stagione con un rispettabilissimo 12esimo posto in efficienza. Fondamentali sono i movimenti pre-snap che rendono l’attacco della squadra di McVay davvero difficile da decifrare.

 

 

 Ghost motion di Kupp, finta di consegnato per il running back e end around per Woods che entra indisturbato in endzone. 

 

 

Di fronte si troveranno una squadra appena fuori dalla top 10 nel difendere le corse, grazie a Vita Via, autore di un’eccellente stagione che gli ha fruttato un ricco rinnovo contrattuale, ma anche alla safety Jordan Whitehead e al duo di linebacker formato da Lavonte David e Devin White. Questi ultimi sono dotati di grande velocità sia nel coprire i varchi a loro assegnati che nel muoversi in orizzontale: difendere la zona esterna dei Rams, come detto, è particolarmente complicato anche per il movimento dei ricevitori volto a disorientare i difensori, ma il personale dei Bucs potrebbe essere all’altezza. 

 

Attenzione agli intercetti di Stafford, che nella seconda metà di stagione si è decisamente lasciato prendere la mano, con 13 dei suoi 17 intercetti totali, ma anche 3 dei suoi 4 fumble. Come forse potreste ricordarvi dallo scorso Super Bowl, il reparto in mano a Todd Bowles blitza tantissimo – primo in NFL con una blitz percentage di 40.8 – e la parte interna della linea offensiva dei Rams è particolarmente vulnerabile alla pressione. Esercitarla con continuità vorrebbe dire evitare di lasciare tempo a Stafford di colpire Kupp, OBJ e Van Jefferson sul profondo, con tutto quello che ne consegue. 

 

L’attacco di Tampa Bay, invece, non è cambiato particolarmente, ma ad essere cambiati sono gli interpreti. L’infortunio patito da Chris Godwin ha privato Brady del proprio slot receiver (oltre 500 snap in questa posizione), un giocatore dal 77% di palloni catturati, quarto miglior dato di Lega e decimo per ricezioni in uno-contro-uno, con 31. Antonio Brown, invece, ci ha pensato da solo a mettersi fuori gioco. A sostenere gran parte del peso dell’attacco è rimasto Mike Evans. Il numero 13 dei Bucs è dominante come pochi fisicamente quando deve battagliare contro il diretto marcatore. Nella suddetta classifica degli uno-contro-uno, Evans è primo con 42 ricezioni, di cui 9 contestate (secondo). Nonostante sia in top 10 per lunghezza media dei passaggi, Brady si libera molto in fretta del pallone: tra i giocatori con almeno 200 passaggi tentati, TB12 è secondo – dietro Roethlisberger – per tempo medio di lancio, con 2.34 secondi. La linea offensiva dei Bucs è una delle migliori della Lega, sia in pass che in run blocking, dopo anni passati ad accumulare talento via draft e free agency; Tampa è seconda in NFL per percentuale di conversione dei terzi down (47%) e per percentuale di realizzazione in red zone (cioè nelle ultime 20 yard). 

 

In occasione della gara contro gli Eagles, abbiamo visto che i Buccaneers non hanno problemi ad andare in direzione opposta alle proprie abitudini (sono primissimi per percentuale di passaggi effettuati), usando formazioni iper pesanti per correre o usare il leak concept, una finta di blocco – generalmente da parte di un tight end – che invece si libera del difensore approfittando della reazione della difesa alla corsa e trovando spazio per ricevere, come qui:

 

Di fronte, i Bucs troveranno il miglior difensore della Lega, nonché uno dei più dominanti della storia, in Aaron Donald. Hanno una delle migliori difese contro le corse, che ne ha concesse solo 40 da almeno 12 yard, quinto miglior dato in NFL. Un problema per i Rams potrebbe essere rappresentato dal loro abbondante uso della zona – sia essa cover 3 o 4 – contro cui storicamente Brady è una macchina. L’obiettivo del reparto guidato da Raheem Morris è quello di togliere il più possibile il fondo del campo, cosa che però sono riusciti a fare solo a intermittenza. Se Mike Evans dovesse avere difficoltà ad imporsi contro Jalen Ramsey, uno dei migliori cornerback della Lega, Rob Gronkowski potrebbe venire in aiuto, magari colpendo la difesa al centro del campo, dove rischia di concedere qualche ricezione di troppo. 

 

Bills @ Chiefs

Il rematch dello scorso Conference Championship ma con un turno d’anticipo. Si sfidano due squadre che hanno avuto una stagione regolare non priva di intoppi, in cui hanno confermato i propri punti di forza ma anche svariate debolezze. Questa incostanza è ben resa da una statistica avanzata di Football Outsiders chiamata variance, che mostra le fluttuazioni del DVOA – altra statistica di FO che si occupa di quantificare l’efficienza di un reparto – da una settimana all’altra: i Bills hanno terminato la stagione al 31esimo posto in questa classifica, come la seconda squadra più incostante della NFL a livello offensivo. Nonostante questo, il reparto guidato da Brian Daboll rimane in top 10 per efficienza offensiva, esattamente al decimo posto.

 

A livello schematico, Buffalo rimane una delle prime squadre della Lega per utilizzo dell’eleven personnel, ovverosia la disposizione con un running back, un tight end e tre ricevitori. Josh Allen è ormai da annoverare tra i migliori del proprio ruolo, grazie alle sue abilità atletiche e ad un braccio in grado di realizzare qualunque tipo di lancio: anche quest’anno, l’ex giocatore di Wyoming è stato uno dei quarterback più prolifici sui passaggi da almeno 20 yard: secondo per numero di tentativi (81) e ottavo per passer rating (105.6) tra i QB con almeno 50 passaggi di questo tipo tentati. Il numero 17 dei Bills è pressoché automatico nella parte centrale del campo tra le 10 e le 20 yard, area in cui ha tentato 67 passaggi; nell’attacco dei Bills ci sono tanti ottimi corridori di tracce che, uniti al sapiente play calling di Daboll, rendono l’attacco aereo dei Bills pericoloso a livelli di quello dei Chiefs (chiedere ai Patriots per informazioni).

 

 

 

 

Qui vediamo un esempio di sucker concept, uno schema formato da tre tracce per liberare il centro del campo: traccia verticale di un ricevitore, traccia intermedia dell’altro e una hitch – una traccia breve al termine della quale il giocatore si volta verso il QB – nel caso in cui le precedenti opzioni non fossero praticabili.

 

Nonostante i miglioramenti nelle ultime settimane, il running game è ancora piuttosto anemico: paradossalmente, ma non troppo, come vedremo tra poco, il corridore più pericoloso della squadra è proprio Josh Allen. Il QB di Buffalo ha corso 122 volte per 753 yard (entrambi career high) e 6 touchdown; giustamente, Daboll lo usa con profitto anche in situazioni di RPO (run pass option), in cui ha corso 31 volte, quarto dato più alto di Lega. 

 

 

 

 

Qui, proprio nella gara di stagione regolare contro Kansas City, vediamo Josh Allen eseguire uno schema chiamato counter bash, in cui il QB decide consegnare il pallone al running back o tenerlo per sé e correre. Come da copione di questo schema, la guardia e il tackle backside – cioè sul lato opposto a quello su cui si sviluppa l’azione, quindi il sinistro, in questo caso – escono a bloccare i difensori sull’esterno. Gli elementi che fanno saltare il banco sono due. Il primo si ritrova nel nome della giocata, counter: questo significa che colui che riceverà il pallone per correre farà un passo nella direzione opposta a quella in cui effettivamente correrà, per mettere subito fuori strada i difensori (fate caso al movimento di Allen dopo aver ricevuto lo snap). Inoltre, per rendere la finta ancora più credibile, i due running back che condividono il backfield, corrono proprio verso sinistra, portando con sé i linebacker. Si apre dunque una voragine che Allen sfrutta per andare in endzone pressoché indisturbato. 

 

Il vero punto debole dell’attacco dei Bills è la linea offensiva, soprattutto la parte interna. Josh Allen soffre tremendamente i blitz; quest’anno, il QB di Buffalo ha dovuto fare i conti con la decima più alta percentuale di pressioni subite (l’anno scorso era 21esimo). Purtroppo per lui, la difesa dei Chiefs è la ottava per percentuale di blitz portati (28.1%). Nonostante il reparto guidato da Steve Spagnuolo produca ben poco in termini di sack (31, quarto peggior dato NFL), la squadra è una delle migliori in termini di pressione esercitata, con una percentuale del 26.4%, sesto dato più alto. Merito di Chris Jones, uno dei migliori defensive tackle della Lega, ma anche di un ritrovato Frank Clark e dell’arrivo a metà stagione di Melvin Ingram: l’ex giocatore dei Chargers garantisce quella pericolosità sull’esterno che Frank Clark ha saputo dare solo a sprazzi nelle ultime due stagioni.

 

A proposito del centro del campo che Josh Allen ama attaccare: Daniel Sorensen può essere il fattore – in negativo – per i Chiefs. L’ex linebacker è uno dei peggiori difensori della Lega contro i passaggi: il coaching staff dei Chiefs dovrà nasconderlo il più possibile, soprattutto quando verrà impiegato come free safety (posizione che ha ricoperto per 191 snap in stagione).

 

Parlando dell’attacco dei Chiefs, Mahomes & co hanno impiegato più tempo del previsto ad entrare in forma. Le statistiche individuali di Mahomes rimangono eccezionali (oltre 4800 yard e 37 TD), e lo stesso vale per quelle di squadra (terza in DVOA offensiva), ma ci sono alcuni piccoli elementi da tenere d’occhio: in particolare, la sempre più calante volontà delle squadre rivali di affidarsi al blitz per contenere Mahomes. In questa stagione, il campione dei Chiefs ha visto un aumento delle difese con due safety profonde per evitare di essere puniti per ampi guadagni: le difese preferiscono quindi rimanere disciplinate, evitando di dare vantaggi a Mahomes e compagni: le 56 explosive plays su passaggio sono il settimo dato più alto di Lega in questa stagione, ma il più basso da quando Mahomes è il QB dei Chiefs. Come se non bastasse, l’attacco ha perso 25 palloni: di contro, la difesa dei Bills ne ha recuperati 30, terzo miglior dato del 2021. In questa partita, Mahomes si troverà di fronte forse la miglior coppia di safety della NFL, in Jordan Poyer e Micah Hyde. Buffalo ha più di una chance. 

 





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