QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DEL NUOVO STORICO RECORD RAGGIUNTO DAL PORT VALE.

In questa nuova puntata di “FA – Football Addicted” vi porteremo in League Two, il campionato di quarta divisione inglese, dove il Port Vale nell’ultimo weekend è riuscito a raggiungere – nuovamente – un record unico nella storia del calcio inglese.

Battendo il Sutton United, i Valiants lo scorso 26 marzo sono tornati a essere l’unico club, attualmente presente nei campionati professionistici inglesi, capace di sconfiggere almeno una volta in una gara di campionato tutte e 91 le altre squadre impegnate nelle prime quattro divisioni calcistiche nazionali: Premier League, Championship, League One e League Two (ovvero i quattro campionati professionistici nella piramide del football inglese).

Un risultato unico nel suo genere e che il Port Vale può vantarsi di aver raggiunto per la seconda volta, visto che già nel 2021 era riuscito a portare a termine questa impresa.

NON UNA, MA BEN DUE VOLTE

Sconfitto per 2-0 l’Harrogate Town in un match di League Two, il Port Vale il 5 aprile 2021 diventò per la prima volta l’unico club inglese capace di battere almeno una volta in campionato, nel corso della sua storia, tutte e 91 le altre squadre iscritte in quel momento ai campionati di Premier League ed English Football League.

Un record che i Valiants hanno però potuto mantenere solamente per pochi mesi, visto che la promozione del Sutton United dalla National League alla League Two nel corso dell’ultima estate aveva finito col cambiare lo scenario.

Non avendo mai battuto in una gara di campionato il Sutton, il Port Vale ha infatti dovuto attendere lo scorso fine settimana per riaggiornare il proprio record.

A certificarlo è stato Phil Sherwin, apprezzato storico del club e autore del libro The Port Vale Miscellany.

LA NUOVA PARTITA DEL RECORD

Gara che ha permesso al Port Vale di poter tornare a vantarsi di questo primato unico nel suo genere, la partita contro il Sutton United ha regalato grande spettacolo e soddisfazione al pubblico del Vale Park sabato scorso.

A regalare il vantaggio ai padroni di casa al 7’ ci ha pensato l’attaccante ventiseienne James Wilson, bravo (e anche un po’ fortunato) nel ribadire in porta una sua prima conclusione parata da Dean Bouzanis, portiere australiano del Sutton.

Il raddoppio per la Black and White Army è arrivato poi al 23’, quando l’altro grande acquisto di marcato estivo, Jamie Proctor, ha trafitto il portiere avversario con una sforbiciata volante dal limite dell’area di rigore.

Un gesto tecnico dall’elevatissimo coefficiente di difficoltà e che, al primo sguardo, riporta alla mente degli appassionati del football inglese l’ineguagliabile goal segnato da Paolo Di Canio in un West Ham United-Wimbledon di Premier League del 26 marzo 2000.

Esatto il 26 marzo. Stesso gesto atletico nella stessa data a ventidue anni di distanza. Come nella più curiosa delle coincidenze.

Nella ripresa solamente la traversa ha impedito al Sutton di accorciare le distanze. La vittoria per 2-0 finale ha così permesso al Port Vale di salire fino al quarto posto in classifica, a -9 dalla vetta e in piena corsa per la promozione.

Al termine del campionato di League Two, le prime tre classificate ottengono infatti la promozione diretta in League One, mentre le squadre dalla quarta alla settima posizione si affrontano nei play-offs per l’ultimo posto disponibile.

Man of the Match della gara è stato David Worrall, sostituito all’87’ da Sammy Robinson, giovane difensore classe 2002 che ha così potuto vivere il suo debutto dalla panchina.

Una giornata perfetta per il manager Darrell Clarke, entusiasta del campionato che i suoi ragazzi stanno portando avanti.

Arrivato alla guida del club nel febbraio del 2021, il tecnico inglese è quest’anno che si sta togliendo le soddisfazioni migliori.

Il suo Port Vale ha vinto 17 partite delle 38 gare di campionato giocate fin qui, collezionando anche 12 pareggi e solo 9 sconfitte. Merito di un 3-4-1-2 ormai consolidato e che permette alla squadra di esprimere un gioco incisivo sulle fasce e roccioso nel mezzo.

Le ultime quattro vittorie consecutive in campionato ne sono la dimostrazione, con i Valiants che in questa stagione si sono spinti anche fino al terzo turno di FA Cup, dove sono poi stati eliminati da un club di Premier League: il Brentford.

ORIGINI E STORIA

Club fondato nel 1876, il Port Vale prende il proprio nome dalla Port Vale House, ovvero il locale presente in un sobborgo di Stoke-on-Trent in cui si tenne il primo meeting della neonata società.

Nel 1884 il club fu spostato in pianta stabile nel quartiere di Burslem, una delle sei aree che formano la città di Stoke-on-Trent, e cambiò il proprio nome in Burslem Port Vale.

L’anno successivo la squadra diventò professionistica e dal 1890 iniziò a militare nel campionato di Midland League.

Una data indelebile nella storia del Port Vale è però quella del 1892, quando il club fu tra i fondatori della Football League Division Two, ovvero l’allora campionato di seconda divisione inglese.

Vissuta anche un’esperienza in Central League tra il 1911 e il 1915, i Valiants hanno trascorso praticamente tutta la propria storia tra i campionati di Division Four e Division One, ovvero tra la quarta e la seconda divisione del calcio inglese.

Due i campionati di Division Three vinti: uno nella stagione 1929/30 e un altro in quella 1953/54.

Uno invece quello di Division Four: nell’annata 1958/59.

Vincitore per ben due volte dell’English Football League Trophy, nel 1993/94 e nel 2000/01, il Port Vale il 17 marzo 1996 giocò la finale della Coppa Anglo-Italiana a Wembley, perdendo per 5-2 contro il Genoa.

Altra giornata indimenticabile nel cuore dei tifosi dei Valiants fu il 27 marzo 1954, quando il Port Vale scese in campo al Villa Park di Birmingham in una semifinale di FA Cup, l’unica della sua storia.

Il match terminò 2-1 a favore del West Bromwich Albion (che si sarebbe poi laureato campione del torneo grazie a un 3-2 contro il Preston North End), ma ancora oggi è ricordato dagli amanti del Port Vale come una delle partite più importanti nella storia del club, nonostante la sconfitta.

Resta invece quella del 1931 l’annata in cui i Valiants sono riusciti a raggiungere il loro miglior piazzamento di sempre in campionato, chiudendo al quinto posto in Division Two (l’allora seconda divisione inglese).

Nel corso della sua esistenza il Port Vale ha però vissuto anche profonde crisi economiche e societarie, sfiorando il fallimento già nel 1907.

Nel 2002 il club è entrato in amministrazione controllata per la prima volta, a causa di grossi problemi finanziari, rivivendo poi lo stesso scenario nel 2012.

Una nuova era in casa Port Vale è però iniziata dal maggio del 2019, quando Carol e Kevin Shanahan moglie e marito proprietari della Synectics Solutions, hanno acquistato la squadra per 5 milioni di sterline.

Donna d’affari inglese, Carol Shanahan è oggi una figura apprezzata all’interno della comunità di Stoke-on-Trent, città che ha aiutato fortemente con opere di beneficenza durante il periodo della pandemia, tanto da essere premiata con il prestigioso titolo di OBE (Officer of the Order of the British Empire, ndr).

LO STEMMA

Come la maggior parte delle squadre di calcio, anche il Port Vale nel corso degli anni ha visto il proprio stemma evolversi e cambiare.

Il primo badge della squadra differisce infatti molto da quello odierno, soprattutto nella colorazione.

Ispirato allo stemma militare della casata dei Baroni Stafford, il primo logo del Port Vale rappresentava uno scudo giallo e rosso diviso da alcune strisce verticali e orizzontali in quattro quadranti, al cui centro c’era un pallone da calcio. Nel primo e nel quarto quadrante vi era raffigurato un vaso Portland, nel secondo quadrante una falce e nel terzo una greca d’argento. Sopra allo scudo era presente una corda avvolta in un nodo (nello stemma dei Baroni Stafford nella stessa posizione era presente invece un elmo da cavaliere, come si può osservare consultando il libro The Beautiful Badge scritto da Martyn Routledge ed Elspeth Wills, ndr).

Uno stemma dalle caratteristiche medievali, dunque, e completamente diverso da quello creato dal club negli anni Settanta, quando come logo fu scelta una grande V contenente al suo interno il nome Port Vale e un cavaliere a cavallo, con una lancia da giostra in mano.

Più simili allo stemma iniziale, gli altri loghi creati negli anni dal Port Vale.

Come quello rappresentante uno scudo bianco e nero con al suo interno le iniziali del club, il nome Valiants, la corda avvolta in un nodo e l’iconico edificio in mattoni a forma di bottiglia al cui interno viene lavorata la ceramica, prodotto tipico di Stoke-on-Trent, famoso per le sue potteries.

O come quello bianco-azzurro creato negli anni Ottanta. Sempre uno scudo con al suo interno l’edificio a forma di bottiglia, la corda annodata e la scritta Port Vale F.C. 1876 in una fascia gialla unita a una lancia.

Un mix di stili che oggi sono condensati nello stemma attuale del club.

Uno scudo bianco, nero e giallo diviso in quattro quadranti, contenenti due vasi Portland, una falce e una greca. Al centro un pallone da calcio e in cima allo scudo una corda annodata. A completare il logo sono poi una fascia nera contenente il nome del club scritto in giallo, la data di fondazione 1876 e due rami con delle foglie a contorno dei lati.

Stemmi Port Vale

Evoluzione stemma del Port Vale.
(Immagini modificate per essere riutilizzate)

GLI STADI

Oltre allo stemma, nei suoi oltre 140 anni di storia il Port Vale ha cambiato spesso anche casa.

Il primo stadio in cui il club giocò era posizionato in Limekiln Road, nel distretto di Burslem, come riportato da The Beautiful History.

Il Port Vale si spostò poi in un’altra struttura sulle sponde del Westport Lake, raggiungendo in seguito un terzo stadio nei pressi di Moorland Road.

Dal 1886 al 1913 il club giocò al Cobridge Stadium (altrimenti noto come Athletic Ground), rimpiazzandolo poi con l’Old Recreation Ground nella zona di Hanley.

Qui rimase fino al 1950, quando decise di tornare nel quartiere di Burslem e costruire un nuovo stadio.

Fu così che venne eretto il Vale Park, struttura in cui il Port Vale gioca ancora oggi e che all’epoca della sua costruzione venne rinominato il Wembley del nord poiché l’idea era quella di regalare alla città uno stadio da 80.000 posti e che potesse essere il punto di riferimento per le squadre settentrionali dell’Inghilterra.

Un progetto troppo ambizioso per un club all’epoca di terza divisione e che portò a naturale ridimensionamento dell’opera (oggi la capienza del Vale Park è di poco più di 20.000 posti, ndr).

FIGURE LEGGENDARIE

Come da tradizione del calcio inglese, anche fuori dal Vale Park è presente una statua eretta in onore di una figura leggendaria del club.

Si tratta di Roy Sproson, vero e proprio uomo immagine del Port Vale.

Nato nel 1930 e scomparso nel 1997, Sproson è ancora oggi il giocatore con più presenze nella storia del club: ben 837!

Difensore, giocò per i Valiants dal 1949 al 1972, dedicando interamente la sua carriera da calciatore a questo club. Il classico one-club man!

Del Port Vale fu poi anche allenatore, dal 1974 al 1977, e presto al fianco della sua statua dovrebbe comparirne una dedicata a un altro leggendario allenatore della Black and White Army.

Il Port Vale Supporters Club (fondazione di tifosi legata al club) sta infatti raccogliendo fondi per la costruzione di una statua dedicata a John Rudge, uomo, oggi settantasettenne, che ha guidato la società di Stoke-on-Trent prima come viceallenatore e poi come manager dal 1980 al 1999.

Considerato il miglior allenatore della storia del Port Vale, Rudge condusse il club alla vittoria di un English Football League Trophy nel 1993, oltre che alla conquista di tre promozioni.

Nei suoi sedici anni da capo allenatore, riuscì poi a mantenere per sette anni la squadra nel campionato di seconda divisione. Un risultato straordinario.

Per questo tifosi e società vogliono dedicargli ora una statua, la cui costruzione è affidata alle mani dello scultore Michael Talbot (stesso artista che ha plasmato la statua dedicata a Sproson). Il prezzo dell’opera dovrebbe aggirarsi intorno alle 100.000 sterline.

Chi – almeno per ora – non avrà una statua, ma resterà nella storia del club sono poi Wilf Kirkham e Tom Pope.

Nato a Cobridge (area di Stoke-on-Trent), Kirkham giocò come attaccante del Port Vale a più riprese tra il 1923 e il 1933 (nel mezzo anche una esperienza nei rivali cittadini dello Stoke City, ndr), diventando il miglior marcatore nella storia del club con 164 goals. 38 di questi riuscì a segnarli nel solo campionato di Division Two del 1929/30, ancora oggi un record per i Valiants.

Pope, anche lui local boy originario di Stoke-on-Trent, resta invece il miglior marcatore nella storia del Port Vale dal secondo dopo guerra ad oggi.

Classe 1985, ha militato nelle fila dei Valiants in più occasioni dal 2011 al 2021, mettendo a referto 115 reti.

La scorsa estate Pope è passato al Congleton Town, club di Premier Division nella North West Counties Football League (in Non-league, ndr), ma a causa della pandemia non ha avuto la possibilità di salutare i tifosi del Vale nel migliore dei modi. Per questo il club sta organizzando per lui una delle classiche partite inglesi da Testimonial, ovvero un match celebrativo in occasione del quale è anche possibile raccogliere dei fondi da devolvere poi in beneficienza.

TIFOSI NOTI

I volti più noti al grande pubblico sono però quelli di un paio di tifosi d’eccezione. Di due vip.

Oltre a essere il quartiere che ha dato i natali a Lemmy Kilmister, storico fondatore, cantante e bassista del gruppo heavy metal Motörhead, Burslem è anche dove è nato Phil Taylor.

Miglior giocatore di freccette mai vissuto, The Power (come è soprannominato) in Inghilterra è una vera e propria leggenda delle Darts e nel Port Vale ha la sua squadra del cuore da sempre, come confermato nel 2003 in un’intervista al The Guardian.

“Tifo il Port Vale. Non riesco a seguirlo molto allo stadio perché sono sempre in viaggio, ma ho appena iniziato a sponsorizzare una delle squadre giovanili per esempio. Si tratta solamente di 1.000 sterline, ma è comunque qualcosa di utile”.

Altro grande tifoso dei Valiants è poi il noto cantante inglese Robbie Williams.

L’ex membro dei Take That è infatti nato a Stoke-on-Trent e il suo legame con il Port Vale lo ha sviluppato fin da bambino.

Suo padre Pete gestiva il Red Lion, pub nel quartiere di Burslem in cui Robbie trascorre lunghi periodi della propria infanzia.

A Pete venne poi affidata la gestione del Port Vale Social Club, un altro pub in cui erano soliti ritrovarsi soci e calciatori del Port Vale, alimentando così il legame della famiglia Williams con il club bianco e nero.

Un amore, quello per il Port Vale, di cui Robbie è sempre andato fiero, tanto da essere coinvolto in diversi episodi che hanno visto il suo nome legato a quello del club.

Nel 1999, ad esempio, l’artista inglese concesse alla società di videogames EA Sports di utilizzare la sua canzone “It’s only us” come colonna sonora di FIFA 2000 a patto che il Port Vale fosse inserito nel videogioco.

Al tempo la squadra militava in terza divisione inglese, un campionato all’epoca non presente nel noto videogioco calcistico. Per ovviare al problema, il Port Vale venne inserito allora tra le squadre presenti nella sezione “resto del Mondo”.

Nel 2006 Robbie Williams aiutò poi economicamente il club a uscire da una crisi finanziaria, diventandone un azionista.

Nel 2019 si esibì anche al centro del terreno di gioco del Vale Park durante un tour speciale dello stadio, come mostrato dallo stesso cantante sui propri profili social.

È nella stagione calcistica 2020/21 che il binomio Williams-Port Vale si è stretto però ancora più forte, quando le parti hanno collaborato per la creazione e il lancio delle divise da gara da utilizzare in quell’annata.

A produrle è stata l’azienda italiana Erreà, nata nelle zone di Parma nel 1988 da un’idea della famiglia Gandolfi.

Una prima maglia bianca con una grossa V a scacchi bianco e neri, con rifiniture in oro.

Una seconda maglia più sobria, completamente nera, con le lettere W.N.E. ricamate sul retro del colletto a sintesi delle parole Want. Need. Expect.

LE MAGLIE

Il bianco e il nero non sono però sempre stati i colori sociali del Port Vale. Il club ha infatti iniziato a utilizzare questa colorazione con continuità solamente dopo la Prima Guerra Mondiale.

Agli inizi, i Valiants vestivano una camicia rossa, la quale fu poi sostituita con una maglia giallo e nera.

Successivamente il Port Vale è passato ai colori forse più usati per le maglie da gara in terra inglese: il classico claret and blue utilizzato oggi da Aston Villa, Burnley e West Ham.

Per un periodo il club vestì addirittura delle strisce verticali bianco e rosse, colori e design che richiamano immediatamente alla mente quelli dello Stoke City, i rivali storici del Port Vale.

Fu forse anche per questo che i Valiants decisero poi di sposare e mantenere il bianco e il nero, affermando così un’identità cromatica che negli anni precedenti aveva vissuto invece continui cambiamenti.

Un’identità oggi ben precisa e che ora conduce all’unico club inglese ad aver vinto contro tutte le altre 91 squadre attualmente presenti nei quattro campionati professionistici inglesi.

Il Port Vale. Un club come nessun altro.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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