Cara Nazionale dell’Ecuador,

Sono Martin Benitez, CEO di Ecuador Heroes e allenatore formato presso l’Istituto del Calcio a Quito – affiliato della Federazione ecuadoregna. Sono nato a Quito ma sono cresciuto in North Carolina, fin dall’età di due anni. Faccio il tifo per l’Ecuador da sempre, vivere negli USA da immigrato ha reso persino più forte la connessione col mio Paese e con la squadra. 

Quando la Nazionale dell’Ecuador scende in campo la seguo circondato dalla famiglia e dagli amici, tutto il Paese segue la Nazionale e si stringe attorno alla squadra: c’è chi permette agli impiegati di recarsi a lavoro con la maglia della Nazionale, il giorno della partita. L’Ecuador ha 17 milioni di abitanti ma ci sono altrettanti ecuadoregni in giro per il mondo, proprio come me, e si tratta di tifosi speciali: quando la Nazionale gioca si può percepire tutto l’orgoglio dei connazionali in giro per il mondo.

Il mio primo ricordo da tifoso dell’Ecuador sono i Mondiali del 2006, visti a otto anni in compagnia della mia famiglia. Un torneo che aprì i miei occhi sulla passione per il calcio e sulla passione per la mia Nazionale. Il momento più memorabile è stato invece il ritorno allo stadio dopo la pandemia da Covid-19 a Quito: Ecuador-Paraguay, una vittoria conquistata all’88’ grazie a Felix Torres su cross di Estupinan dopo una partita ben giocata. Fu qualcosa di magico: da quel momento ho capito che ci saremmo qualificati per i Mondiali.

Martin, tifoso dell'Ecuador

Martin, tifoso dell’Ecuador /

Quel amo di qeusta Nazionale è il mix di giovani talenti e veterani. I miei giocatori preferiti sono Caicedo, Hincapie, Plata, Preciado, Estupinan, Gruezo, Sarmiento, Mena, Valencia, Estrada, Torres, Dominguez e Ramirez. Fidatevi: è una lunga lista, me ne rendo conto, ma sono leader che hanno giocato splendidamente sotto la guida di Alfaro e vedere quell’impegno ha significato tanto per un tifoso.

Credo che ci siano delle possibilità di superare la fase a gironi e sarebbe qualcosa di fantastico, considerando il livello del girone. Ogni traguardo migliore di quello sarebbe tanto di guadagnato, un bonus. L’Ecuador può farcela grazie a quanto è stato costruito prima dei Mondiali, nel percorso di qualificazione, ma ancor di più godendosi l’esperienza di una competizione di alto livello.

Se per miracolo arrivassimo a ottenere il successo al Mondiale sarebbe qualcosa di incredibile, avrebbe un impatto enorme sul Paese. L’unico modo che mi viene in mente per festeggiare sarebbe un giro per ogni singola città e in ogni paese per godermi ogni festa possibile.

Auguro alla squadra e allo staff una buona fortuna per il Mondiale in Qatar!

Martin



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