Siamo di nuovo in quel periodo dell’anno, quando le panchine iniziano a surriscaldarsi più di una piastra per capelli, le classifiche languono e certi allenatori si chiedono (come il povero Castori in riva allo splendido golfo di Salerno) se arriveranno a mangiare il panettone.

Football Manager 2022

Piattaforma:
PC, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
manageriale
Data di uscita:
9 Novembre 2021
Sviluppatore:
Sports Interactive
Distributore:
SEGA

Sì, cari allenatori virtuali d’Italia, siamo di nuovo nel periodo dell’anno in cui viene pubblicato Football Manager, arrivato all’edizione 2022, e noi, puntuali come una bolletta da pagare, non potevamo che rimettere nel cassetto la nostra vita sociale per qualche settimana per darvi il nostro parere sul lavoro di Miles Jacobson e del suo team.

Non chiedeteci chi vincerà il campionato, ma, per il resto, siamo qui a fornirvi tutte le risposte di cui avete bisogno: dovete solo continuare a leggere.

Centro Dati e dintorni

Se, alla notizia dell’improvvisa e prematura morte depl povero Maxim Tsigalko, nazionale bielorusso trentasettenne, avete versato una lacrimuccia anche ripensando a quanti palloni d’oro gli avevate fatto vincere ad inizio millennio e a con quante coppe dei campioni vi aveva ripagato, allora siete malati di Football Manager come noi.

Lo seguite da quando si chiamava ancora Championship Manager e la rappresentazione visiva dei match era solo un miraggio, sostituita da pallini colorati ed animazioni per i goal che avrebbero causato episodi epilettici anche a persone completamente sane. Il tempo passa, ed oggi siamo qui a parlare di Centro dati, mercato adeguato alle casse dei club che languono e “difensori che impostano”.

Decidere il modulo è il primo passo verso la gloria…o la rovina

Ne ha fatta di strada il manageriale Sports Interactive, uno dei pochi prodotti con cadenza annuale che si sforzino di proporre sempre qualcosa di nuovo, riuscendoci qualche anno più (come lo scorso) e qualcuno meno (come questo).

La grossa novità di questa edizione, nonostante sia palesemente una di transizione, in mezzo al triennio che si concluderà nel 2023, è data proprio dal debutto del Centro Dati.

Questo strumento prova a ridurre a numeri le infinite variabili del gioco più bello del mondo, facilitando quel che basta la vita a milioni di allenatori virtuali tramite grafici relativi alla produzione offensiva della squadra, alle prestazioni dei singoli, alla quantità di tiri che centrano lo specchio e così via, fino ad arrivare alle dritte dello staff sugli uomini da schierare e su quelli a cui cambiare regime di allenamento.

Se, da un lato, il Centro Dati aumenta a dismisura le possibilità e le statistiche per gli allenatori più attenti, dall’altro i continui suggerimenti su possibili cambi di modulo e di uomini che il software suggerisce hanno avuto risultati alterni, nel nostro caso: soprattutto durante la prima parte della stagione, o in caso di acquisti multipli durante l’ultima sessione di mercato, affidarsi a moduli sempre cangianti può avere effetti deleteri sulla familiarità dei giocatori con il modo di stare in campo della squadra.

 

L’utilizzo dei dati, allora, deve avvenire secondo le regole del buon senso e mediando sempre con il grado di esperienza dei calciatori del nostro team; nondimeno, l’integrazione in un unico menù di tante voci che prima erano disperse tra decine di pagine, tra menù a tendina e sotto-menù accessibili solo in certe circostanze, è una manna dal cielo, e facilita enormemente la vita ai giocatori, soprattutto a quelli meno avvezzi alla soverchiante quantità di cose da tenere monitorate nel prodotto Sports Interactive.

Non dubitiamo che, affinato il Centro Dati nelle prossime due o tre edizioni, i club reali più piccoli, con meno disponibilità di personale specializzato, se ne servano come modello per le loro riunioni e la gestione quotidiana delle prestazioni della squadra e dei singoli, proprio come avviene già da anni con il database del gioco.

Novità col contagocce

Sempre attenti agli sviluppi del gioco del calcio, gli specialisti di Sports Interactive hanno poi aggiunto nuovi ruoli ibridi: il terzo di difesa, ovvero uno dei due laterali che stringe al centro per coprire l’avanzata del terzino opposto, concetto di calcio molto caro a Pirlo, Guardiola e Gasperini, apre a nuove soluzioni tattiche, consentendo di difendere a quattro ed impostare a tre, proprio come fatto da un numero sempre crescente di squadre nell’ultimo biennio.

Sono proprio piccolezze come questa che mandano in solluchero gli appassionati, spingendo magari a chiudere un occhio su altri aspetti della produzione che hanno ancora ampi margini di miglioramento.

Si fa presto a dire 3-4-3…

Una di queste, ad esempio, rimane l’incidenza e la frequenza degli infortuni (tanto muscolari quanto traumatici), che ci è parsa ancora un po’ troppo alta, sebbene non ai preoccupanti livelli di qualche edizione fa: costruire rose ampie rimane un must, a patto di saper gestire i mal di pancia di certi giocatori e, soprattutto, dei loro ineffabili procuratori.

I ragazzi di Miles Jacobson hanno poi ritenuto di incorporare nelle riunioni settimanali con lo staff parte dei messaggi che prima inondavano la casella di posta in entrata, interrompendo il fluire dei giorni fin troppo spesso.

Ad ogni riunione, ci si potrà concentrare su allenamento, staff, sviluppo e perfino mercato, sebbene quest’ultimo perda di importanza lontano dalle finestre dedicate, o rimandare alla settimana successiva suggerimenti e inviti ad agire da parte dei propri collaboratori.

Apprezzabile, ma pur sempre marginale, l’aggiunta di un hub dedicato all’ultima giornata di ogni sessione di calciomercato: l’idea, ampliata rispetto al recente passato, consente di tenere sotto controllo le offerte tardive, i giocatori offertici dai loro agenti o da altri club e aggiunge un po’ di pepe alle ultime ore di mercato, in maniera non troppo dissimile da quanto avvenuto l’estate scorsa, con Cristiano Ronaldo che ha lasciato la Juventus per il Manchester United a poche ore dal gong finale.

Calcio di rigore col nuovo motore grafico

Le fluttuazioni sembrano in linea con le ultime, magre sessioni di calciomercato, un po’ per il dilagante interesse nei confronti dei giovani, un po’ per le scarse risorse a disposizione dei team a causa della pandemia da Covid-19 (che poi, a ben guardare, sono due facce della stessa medaglia).

Come sempre, ma questo è un problema storico della serie che probabilmente non vedremo mai del tutto risolto, le formazioni inglesi godono di un occhio di riguardo: a parità di condizioni economiche, i parametro zero sceglieranno quasi sempre la nazione dei Tre Leoni, e, in caso di carriere particolarmente lunghe, i talenti migliori sbocceranno proprio in Inghilterra, con ovvie ripercussioni sui palmares dei principali tornei continentali.

Segnaliamo infine l’aggiunta, nel menu principale, di una al momento misteriosa opzione “Versus”, riguardo alla quale il team di sviluppo ha annunciato novità nel corso dell’anno venturo: aspettiamo curiosi e fiduciosi di vedere di cosa si tratti.

la casella di posta traboccherà sempre di nuove mail da più parti

Passettini avanti nella giusta direzione

Nonostante in fase di presentazione dell’edizione 2022 della sua creatura Sports Interactive abbia sottolineato molto i cambiamenti apportati al motore di gioco (del tutto nuovo, a loro dire), dobbiamo evidenziare come le migliorie, pur presenti, siano assai meno impattanti di quanto si potesse essere portati a credere: certe animazioni sono più fluide, altre sono state create da zero, e il fluire delle azioni e degli highlight appare più naturale, ma permangono situazioni al limite del ridicolo ed errori troppo marchiani per essere realistici.

Detto questo, i passi avanti sono continuativi nel tempo ed abbracciano diverse aree, dal pressing dei giocatori al gioco sulle fasce, lasciando ancora ampi margini di miglioramento tanto nelle animazioni e nelle decisioni dei portieri quanto nell’efficacia di alcune manovre, dall’impiego massivo di trequartisti alle ali che rientrano a piede invertito.

Tra gli aspetti positivi, segnaliamo come la presenza del nuovo motore grafico non vada ad impattare in alcun modo né sulle dimensioni del file del gioco, né sulle specifiche necessarie per goderne (continuerete a giocarci tranquillamente sul vostro I3 vecchio di dieci anni) né, tantomeno, sui tempi di caricamento complessivi, con uno snellimento complessivo del gioco che, di anno in anno, sembra continuare a dare i suoi frutti.

Mettere palloni al centro si rivela spesso una tattica vincente

L’inclusione nel mai troppo lodato Game Pass di Microsoft può rappresentare una spinta a provare Football Manager 2022 anche per gli oltranzisti di FIFA o per tutti quelli che, spaventati dalla mole di dati e statistiche, se ne sono sempre tenuti alla larga, pur amando il gioco del calcio.

E anche, non troppo inaspettatamente, per i tifosi juventini, che potranno ovviare all’assenza delle licenze ufficiali della propria squadra scaricando uno dei file di modifica dell’attivissima community del gioco (per adesso nella sola versione PC, però), facilmente reperibile in rete con pochi click.

Questo discorso, peraltro, si estende all’intera nostra analisi: il format delle recensioni, su cui peraltro si è dibattuto molto ultimamente, ci costringe a dare un giudizio adesso, a pochi giorni dal lancio ufficiale, ma di qui alla fine del calciomercato di riparazione, con conseguente patch, Football Manager 2022 cambierà pelle come fa ogni anno, grazie all’instancabile lavoro tanto del team di sviluppo quanto dei modder.

Se volete portare a casa Football Manager 2022 in formato fisico, potete trovarlo su Amazon.



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