Il mondo dei circuiti competitivi del gaming, aka e-sports, ha attirato fin da subito i fan dei propri giochi preferiti e trasformato la community in tifosi, sostenitori e amanti dello sport virtuale. Ora, in Corea del Sud, l’uomo del congresso Dong-su Yoo vuole fare di tutto per preservare l’incredibile equilibrio con questi eventi per impedire che di punto in bianco vengano annullati.

Uno degli esempi è proprio lo stesso gioco Blizzard di Heroes of the Storm, che di punto in bianco ha annunciato che non ci saranno più tornei di lega, lasciando in “braghe di tela” giocatori professionisti, coach, tecnici, caster e molte altre figure che dirigono e gestiscono anche lo stesso palco.

Il disegno di legge impone alle compagnie organizzatrici di avere un periodo di anticipo nel quale avvisare tale chiusura o, se possibile, cambiare Host per permettere al torneo di essere comunque disputato.

e-sports in corea del sud

Gli e-sports avranno ancora più sicurezza nel mantenimento dei suoi eventi

La Corea del Sud si dimostra intenta a voler inglobare nel suo concetto di cultura i giochi come professione, come lavoro e come sport: con Dong-su Yoo infatti, gli eventi sportivi non saranno più semplici iniziative, ma godranno del pieno supporto e leggi come ogni altro sport…un gran bel passo avanti!

E mentre nel resto del mondo, Italia compresa, stiano cominciando a comprendere di come il mondo del gaming sia strettamente legato anch’esso con tante passioni e che non più riveste un ruolo di mero hobby, vediamo come invece la Corea sta già compiendo il primo passo verso un futuro che salvaguarda anche gli stessi giocatori come sportivi veri e propri.

Ovviamente le controversie rimangono, come in ogni sport e attività, in quanto persino i giocatori professionisti, rappresentando lo stesso gioco a cui partecipano, non sempre comprendono l’influenza ed impatto che hanno con le loro azioni, come nei recenti casi di accuse e punizioni attuate anche dalla stessa Blizzard o Riot Games.

In Italia solo ora si sta cominciando a prendere più coscienza del gioco anche come arte e cultura, dimostrandosi anche lei pronta a sostenere i numerosi nuovi studi indipendenti e pronti a stupire con il “Made in Italy” il medium dei videogiochi!



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