Tre spagnoli ed un argentino nella finale dell’Open di Buenos Aires (ore 20.30, diretta su Sky Sport Action), quella più logica per come è andato il torneo. Anche se, per i semifinalisti, eliminati, qualche rimpianto rimane. Bela e Coello da una parte, da underdog ma con La Rural pronta a spingere il Boss, che in Argentina quest’anno ha già perso nell’epilogo di Mendoza contro Stupa-Lima. Dall’altra sempre loro, Juan Lebron ed Ale Galan, 14esima finale nel World Padel Tour in un 2022 da assoluti dominatori.

Le due coppie, in questa stagione, si incontrano per la nona volta. Il bilancio dice sei vittorie a due per Lebron-Galan, ma i due successi degli avversari di oggi sono arrivati proprio negli ultimi tre precedenti. Rispetto ad inizio stagione, la sensazione è che il gap si sia assottigliato. Nella seconda parte di stagione Bela e Coello hanno mostrato grandi progressi in tutti gli aspetti del gioco. E sono stati loro i veri antagonisti della coppia che per il terzo anno consecutivo chiuderà in testa alla classifica. Ora questa finale, tutta da vedere, che sembra aperta ad ogni pronostico.

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Sono state due semifinali bellissime, combattute, incerte fino alla fine. Nella prima Di Nenno e Coki Nieto hanno giocato alla pari contro Bela-Coello dimostrando, una volta di più, una grande compatibilità tecnica, tattica e caratteriale. 3-3 con 4 break per iniziare in un arena da tutto esaurito per un superlativo spettacolo di padel. I due outsider difendono tutto, parano a rete, ridanno vita a palline che sembrano ormai aver toccato terra. Di Nenno è molto aggressivo da destra, Coello vola, mentre Bela sembra stranamente più impreciso del solito.

Ma è un momento. Perché nei momenti importanti, è Bela, come spesso accade, il valore aggiunto. Sul 5-5 altro break, prima di chiudere il primo set 7-5, in 58 minuti con scambi lunghissimi, vincendo 6 punti in più (35-29). La sensazione è che la partita vada dove voglia il Boss, capace di cambiare ritmo e senso tattico togliendo punti di riferimento agli avversari. Altro break in avvio di secondo, che si porteranno fino alla fine (6-4), nonostante gli sforzi di Di Nenno e Coki che sul 5-3 annullano un primo match point.

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L’ultima di Juan Tello insieme a Federico Chingotto è un condensato di emozioni, ma anche rimpianti. Perché nel tie-break del secondo set gli argentini, sostenuti dal pubblico, si sono arrampicati fino al set point, tre volte, per allungare la partita al terzo. Nei punti decisivi Lebron e Galan hanno mostrato perché sono i numeri uno. Due passaggi chiavi del match? Nel primo set sul punteggio di 5-5, prima tolgono il servizio agli avversari (unico break del set). Poi sul 6-5 30-40, dopo un banale errore su una bandeja corta a metà rete, Galan tira due per tre difficilissimi, prendendosi con personalità un grande rischio. Il secondo, dopo aver rimbalzato sul vetro, finisce in tribuna tra lo stupore di tutti, anche quello di Lebron.

I campioni si vedono soprattutto nei momenti di difficoltà. Nel secondo set, gli argentini hanno vinto 4 punti in più e perso due punti de oro (su due). Eppure il set è andato nella direzione dei loro avversari. Nel padel come in diversi altri sport, i punti non si contano, si pesano. Nel tie-break è mancato qualcosa, forse solo qualche dettaglio. Ed è sulle piccole cose che i numeri uno hanno costruito il proprio cammino straordinario. Chiude Galan con una volèe di dritto potente, incrociata, a sinistra, nell’angolo, a morire tra i due vetri, senza lasciare scampo all’ennesima difesa di Chingotto. Questa sera potrebbero alzare il dodicesimo trofeo di un 2022 incredibile.

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