QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PARLIAMO DELLE CONNESSIONI TRA IL CALCIO INGLESE E LA NFL: I DUE FOOTBALL PIÙ FAMOSI AL MONDO.

Football inglese e football americano.

A pochi giorni dalla vittoria dei Los Angeles Rams sui Cincinnati Bengals nel Super Bowl LVI, abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta delle connessioni esistenti tra i due football più famosi al mondo.

Premier League e NFL sono due delle leghe sportive più amate e seguite in tutti i continenti e nel corso degli anni diverse sono state le storie che hanno fatto da collante tra le due.

Dagli stadi di calcio inglesi, che sono diventati ormai di casa per tante franchigie di football americano, ai calciatori che prima di ritirarsi hanno provato con successo a calciare anche qualche pallone ovale oltre oceano.

Passando per l’ultimo Super Bowl vinto dal proprietario dell’Arsenal e il sogno, per nulla segreto, di Harry Kane.

Come avrete capito, la puntata odierna di “FA – Football Addicted” è dedicata ai due volti del football.

Tottenham Hotspur Stadium, spogliatoio NFL. Football americano

Tottenham Hotspur Stadium, spogliatoio dedicato alla NFL. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

L.A. RAMS CAMPIONI. ORA TOCCA ALL’ARSENAL?

Usciti vittoriosi dal SoFi Stadium di Los Angeles, dopo aver battuto per 23 a 20 i Cincinnati Bengals, nella notte italiana tra domenica e lunedì i Los Angeles Rams si sono laureati campioni della NFL per la seconda volta nella loro storia.

Un successo cercato e costruito con sapienza e soldi (tanti!!!) dagli Arieti e che ha visto festeggiare un volto molto conosciuto non soltanto nel football d’oltreoceano, ma anche in quello d’oltremanica: Stanley Kroenke.

Oltre che essere il proprietario di maggioranza dei Rams dal 2010 (dopo essere entrato per la prima volta nel board societario nel 1995, quando deteneva solamente il 30% della franchigia, ndr), Kroenke dal 2018 è anche il proprietario unico dell’Arsenal (le prime quote societarie dei Gunners le acquistò nel 2007, diventando poi azionista di maggioranza nel 2011, ndr).

Uomo d’affari statunitense arricchitosi grazie alla costruzione di supermercati, ranches e strutture edilizie, Kroenke nel corso degli anni 2000 ha allargato sempre di più la propria presenza nel mondo dello sport, acquistando anche i Denver Nuggets in NBA, i Colorado Avalanche in NHL (con i quali ha vinto una Stanley Cup di hockey), i Colorado Mammoth nella National Lacrosse League e i Colorado Rapids in MLS. Oltre che fondando due team nel mondo degli eSports: i Los Angeles Gladiators nella Overwatch League e i Los Angeles Guerrillas nella Call of Duty League.

Un uomo di sport a 360° e al quale ora i tifosi dell’Arsenal chiedono a gran voce di riportare i Gunners ai vertici del calcio inglese, dopo averlo criticato molto nel corso degli anni.

Stan, così come il figlio Joshua, a Londra non sono mai riusciti a entrare nei cuori dei tifosi dell’Arsenal, i quali nel corso dell’ultimo decennio hanno invocato più volte un cambio di proprietà.

Soprattutto dopo i noti fatti che solamente pochi mesi fa avevano portato i Gunners a entrare e uscire rapidamente dal progetto Super League, scatenando le ire dei supporters.

A ciò va poi aggiunto il fatto che da quando la famiglia Kroenke ha preso possesso del club, l’Arsenal non è più riuscito a esprimersi a livelli d’eccellenza, restando quasi sempre escluso dalla corsa al titolo e dalla Champions League (l’ultima volta che i Gunners hanno lottato per la Premier League è stato nel 2016/17, anno in cui arrivarono secondi a -10 punti dal Leicester City di Claudio Ranieri, mentre l’ultima partecipazione alla massima competizione europea risale alla stagione successiva, ndr).

I grandi investimenti economici fatti dai Kroenke nell’ultima sessione di mercato estiva (la più costosa nella storia dell’Arsenal, ndr), sono però visti da alcuni come il primo passo verso la costruzione di un nuovo Arsenal che possa finalmente puntare in alto.

Un progetto sul modello di quello portato avanti negli ultimi anni con i Los Angeles Rams (ai quali Kroenke ha regalato anche un nuovo impianto da 5 miliardi di euro: il SoFi Stadium, ndr), tra analogie e differenze.

L’analogia. Un tecnico giovane, ma con esperienza come assistente di grandi allenatori in altre squadre: Sean McVay ai Rams, Mikel Arteta all’Arsenal.

La differenza. Acquisti costosi di giocatori già affermati e pronti a vincere in NFL da una parte (Odell Beckham Jr, Matthew Stafford, Von Miller, Sony Michel ai Rams, dove erano già presenti in rosa eccellenze come Copper Kupp e Aaron Donald), acquisti costosi di giocatori giovani e bisognosi di crescere in Premier League dall’altra (Ben White, Martin Odegaard, Aaron Ramsdale, Nicolas Pepe, Thomas Partney all’Arsenal).

Il risultato. I Rams hanno già vinto, l’Arsenal è ancora in costruzione.

Una crescita che nell’ultimo periodo non è ancora stata sufficiente ai Gunners per togliersi grandi soddisfazioni (sebbene non vada dimenticata la conquista della FA Cup nel 2020 e il raggiungimento della finale di Europa League l’anno prima), ma che ora i tifosi dell’Arsenal sperano possa portare presto alla conquista di una Premier League.

Tottenham Hotspur Stadium. Caschi NFL presenti nello store. 2019. Football americano

Tottenham Hotspur Stadium. Caschi NFL presenti nello store. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

L’AMBIZIONE DEL TOTTENHAM

Nella Londra calcistica, ad avere collegamenti diretti con la NFL non è però solamente l’Arsenal.

Da un paio d’anni c’è infatti un altro club di Premier League che ha stretto una partnership molto importante con la massima lega di football americano al mondo: il Tottenham Hotspur.

La costruzione del nuovo stadio degli Spurs è stata studiata fin dal principio anche per ospitare partite di NFL, tanto che al suo interno il palazzetto presenta un campo da football americano regolare e diverse aree dedicate.

Spazi che noi abbiamo avuto la possibilità di visitare in anteprima nell’estate del 2019 e dei quali possiamo confermarvi l’assoluta eccellenza.

Il campo da football è posizionato al di sotto di quello da calcio, il quale in 35 minuti può essere retratto e fatto scivolare in uno dei parcheggi presenti all’interno dello stadio.

C’è una sala stampa dedicata esclusivamente alla NFL, così come due spogliatoi studiati e creati appositamente per ospitare squadre di football americano.

Uno stadio multiuso e nel quale ora il Tottenham vorrebbe ospitare addirittura un Super Bowl.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il proprietario degli Spurs, Daniel Levy, avrebbe infatti intenzione di presentare alla NFL una proposta per poter ottenere l’organizzazione del Super Bowl 2026 in questa struttura.

Un sogno che, se dovesse realmente avverarsi, comporterebbe la disputa del primo Super Bowl della storia al di fuori del suolo degli Stati Uniti.

D’altronde il Tottenham ha già dimostrato di poter ospitare con successo partite di NFL, tanto da aver stipulato un accordo da oltre 54 milioni di euro con la lega statunitense e che permetterà agli Spurs di veder disputare sul proprio campo un paio di partite di football americano ogni anno per il prossimo decennio.

Dal 2007 durante la stagione regolare, diverse partite di NFL si giocano infatti a Londra – i così detti NFL London Games (appartenenti alle NFL International Series) – e lo stadio del Tottenham è solamente l’ultima venue a essere stata utilizzata.

Lo stadio di Wembley e quello di Twickenham sono gli altri teatri di questi incontri, che vedono spesso coinvolti i Jacksonville Jaguars, franchigia NFL posseduta da Shahid Khan, proprietario a sua volta anche del Fulham FC (altro uomo, dunque, di collegamento tra il mondo della NFL e quello del calcio inglese).

Tottenham Hotspur Stadium. Sala stampa dedicata alla NFL. 2019. Football americano

Tottenham Hotspur Stadium. Sala stampa dedicata alla NFL. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

IL SOGNO DI KANE

“Giocare un giorno in NFL sarebbe la realizzazione di un sogno per me. C’è ancora tanto tempo prima che succeda, ma tengo d’occhio questa possibilità”.

Parole di Harry Kane, capitano della Nazionale inglese e stella del Tottenham che nel corso della carriera non ha mai nascosto il proprio desiderio di confrontarsi un giorno con la NFL.

Maestro del football inglese, nel football americano vorrebbe infatti costruirsi una nuova carriera quando quella calcistica giungerà al termine.

Vuole farlo ovviamente nel ruolo di kicker, ovvero di quel giocatore il cui compito è quello di calciare i così detti field goals, dei tiri di precisione e potenza che possono essere paragonati – con flessibilità di veduta – a delle punizioni.

L’amore di Kane per la NFL è nato ammirando la figura di Tom Brady, leggendario quarterback in grado di conquistare sette Vince Lombardi Trophy (titoli NFL, ndr) con New England Patriots e Tampa Bay Buccaneers (Brady si è ritirato al termine di questa stagione, ndr).

199ª scelta al draft del 2000 (quindi molto tardi), Brady nel corso della sua carriera è riuscito forse ad affermarsi come il miglior quarterback di tutti i tempi.

Una storia che ha da subito affascinato Kane e che ha finito con l’alimentare il suo desiderio di NFL.

“Come per tutti gli sport, molto dipende dalla capacità di gestire la pressione. Anche nel football tutto può ridursi a un calcio dell’ultimo minuto. Credo che, se dovessi giocare mai in NFL, riuscirei a gestire la tensione”.

Pensiero che Kane ha ribadito lo scorso anno e che è condiviso anche da Christian Fuchs.

Vincitore di una Premier League e di una FA Cup con il Leicester City, l’ex difensore austriaco delle Foxes è infatti un altro calciatore che, come Kane, ha espresso più volte il proprio sogno di diventare un kicker NFL.

Kane e Fuchs non sono però gli unici due calciatori con un grande amore per il football americano. Fan dei Philadelphia Eagles, anche Eric Dier guarda sempre con attenzione cosa accade in NFL.

Una passione che il difensore del Tottenham condivide con la propria famiglia e in particolare con il cognato statunitense.

football americano NFL Houston vs Jacksonville a Wembley

Wembley Stadium, match NFL Houston Texans vs Jacksonville Jaguars, Nov. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

DA UN FOOTBALL ALL’ALTRO

Per quanto possa sembrare insolito, sono diversi i calciatori che nel corso dei decenni hanno intrapreso una carriera in NFL dopo averne conclusa una prima nel calcio.

Tra questi ci sono Toni Linhart, Toni Fritsch (unico austriaco vincitore di un Super Bowl, nel 1972 con i Dallas Cowboys), i fratelli Matt e Chris Bahr (vincitori di un paio di Super Bowl a testa rispettivamente con Pittsburgh Steelers/New York Giants e Oakland/Los Angeles Rams), Josh Lambo (attualmente in attività con i Jacksonville Jaguars) e Neil O’Donoghue.

Quest’ultimo è l’unico di questo sestetto ad aver partecipato a un campionato di football britannico, avendo militato per diversi anni nella League of Ireland. Americano nato a Dublino, O’Donoghue tra il 1971 e il 1978 ha infatti vestito le maglie di Shamrock Rovers, Drumcondra FC e Shelbourne, prima di diventare il kicker più alto nella storia della NFL nel 1977 (giocò con i Buffalo Bills, i Tampa Bay Buccaneers e i St. Louis Cardinals, ndr).

Menzione d’onore poi per Derek Smethurst. Attaccante di Chelsea e Millwall negli anni Settanta del Novecento, divenne un kicker dei Tampa Bay Buccaneers nel 1977. La sua carriera NFL durò però pochissimo, tanto che non giocò mai una gara ufficiale di regular season.

Caso analogo a quello di Tony Meola, storico portiere della Nazionale di calcio degli Stati Uniti nei Mondiali di Italia ’90 e USA ’94.

In Inghilterra Meola vestì le maglie di Brighton and Hove Albion e Watford in First Division. Negli USA quella dei New York Jets in NFL, venendo però escluso dalla squadra dopo sole tre partite di pre-season. Un’esperienza che però Meola non ha dimenticato.

“Penso che ciò che nel calcio si avvicini di più a un field goal NFL sia il quinto rigore che un giocatore si ritrova a tirare in una serie dagli undici metri. Quello che, se lo sbagli, hai perso”.

Altro calciatore che si è confrontato direttamente con il mondo del football americano è poi Horst Mühlmann, ex portiere di Schalke 04 e poi kicker NFL di Cincinnati Bengals e Philadelphia Eagles tra gli anni ’60 e ’70.

Così come Clive Allen, ex attaccante della Nazionale inglese, famoso per essere il calciatore ad aver giocato per più squadre nella città di Londra: Queens Park Rangers, Arsenal, Crystal Palace, Tottenham, Chelsea, West Ham United e Millwall.

Centravanti anche di Manchester City e Carlisle United, Allen nel 1997 si mise alla prova come kicker nei London Monarchs, squadra partecipante alla NFL Europe, campionato organizzato tra il 1991 e il 2007 dalla NFL in Europa per diffondere il football americano nel Vecchio Continente.

football americano NFL Houston vs Jacksonville a Wembley

Wembley Stadium, match NFL Houston Texans vs Jacksonville Jaguars, Nov. 2019.
(Fonte: foto scattata dall’autore dell’articolo Marco Garghentino)

ALLENAMENTI DA PREMIER LEAGUE

Il rapporto tra il football inglese e quello americano negli anni è diventato sempre più profondo. Tanto che non è solamente più il calcio a guardare con ammirazione al football, bensì anche il contrario.

Diversi i giocatori della NFL che nel tempo hanno dichiarato di aver utilizzato le conoscenze apprese su un campo da calcio per migliorare le giocate da portare poi su quello da football americano.

Marcus Mariota, Jay Ajayi (grande tifoso dell’Arsenal, ndr), Wes Welker, DeAndre Hopkins, J.J. Watt, Chad Johnson, Andrew Luck, Dwight Freeney, Odell Beckham Jr., Ndamukong Suh, sono tutti giocatori con una passione per il calcio e che, praticando a livello giovanile o amatoriale questo sport, grazie al calcio hanno appreso nuove conoscenze che hanno riutilizzato poi in NFL.

Velocizzare il movimento dei piedi in una porzione ridotta di campo. Estendere la propria visione periferica per analizzare rapidamente cosa accade su tutto il perimetro di gioco. Sviluppare i cambi di passo, gli scatti.

Tecniche molto utili su entrambi i campi da football.

Oltre ai calciatori, a osservare con attenzione cosa accade nel mondo del calcio sono però anche gli staff tecnici delle diverse franchigie.

In particolare, Reggie Scott, capo allenatore per la parte atletica nei Los Angeles Rams di Kroenke.

Scott dalla Premier League ha copiato infatti veri modelli di allenamento, portando in NFL una nuova cultura per quanto riguarda il rapporto tra lavoro e riposo.

Esportando negli Stati Uniti quanto accade già da anni nei club di calcio inglese (e non solo), Scott ha iniziato a monitorare con strumenti all’avanguardia ogni singolo giocatore dei Rams nel corso degli allenamenti, potendo così capire come modificare il carico di lavoro per ogni atleta giorno dopo giorno.

Ciò è necessario per non sottoporre i giocatori a stress eccessivi (come avveniva invece spesso in passato), concedendo ai loro corpi il giusto riposo e i corretti tempi di recupero. Il fine è ovviamente quello di ridurre le possibilità di infortunio.

Un obiettivo che Scott ha centrato, se pensiamo che i Rams dal 2015 a oggi sono uno dei cinque teams (su 32 totali, ndr) con il minor numero di infortuni in NFL.

Un perfetto esempio di come un football possa influenzare l’altro.

Fonte: foto Pixabay con diritto Google Creative Commons

DAI MESSAGGI POLITICI ALLA TV

Oltre a ciò che accade in campo, e negli allenamenti, a unire Premier League e NFL sono anche alcuni messaggi politici.

Ormai da un paio di stagioni, prima di ogni partita i giocatori inglesi si inginocchiano in campo in onore del movimento Black Lives Matter, a difesa dei diritti dei neri nel mondo.

Un movimento di protesta nato proprio negli Stati Uniti e che ha visto in un quarterback NFL uno dei suoi primi portavoce silenziosi.

Ex stella dei San Francisco 49ers, Colin Kaepernick nell’agosto del 2016 prima del fischio d’inizio di una gara di pre-season tra i suoi 49ers e i Green Bay Packers si inginocchiò durante l’inno nazionale, suscitando scalpore.

Un gesto ripetuto poi più volte da Kaepernick nel corso delle gare successive, fino al suo allontanamento dalla NFL, dove nessuna franchigia ha più avuto il coraggio di integrarlo nel proprio roster.

Passando alla TV, a unire recentemente il mondo del football americano con quello inglese è stata la fortunata serie Ted Lasso.

Presentata nell’agosto del 2020 e vincitrice di diversi premi negli ultimi due anni, Ted Lasso è una commedia che parla di un coach di football americano che viene chiamato a Londra per allenare un club di Premier League in difficoltà.

Una storia divertente e ricca di spunti di riflessione, che gioca sapientemente e con ironia sulle differenze tra il mondo inglese e quello americano.

Il filo conduttore ovviamente è il football, nei suoi due volti.

Solamente l’ultima dimostrazione del forte link esistente tra queste due realtà, sinonimo di eccellenza nei rispettivi sport.

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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