FIFA 23 è l’ultimo capitolo della serie trentennale firmata EA Sports. Il franchise chiude (per ora) col botto o è un’iterazione di passaggio?

FIFA 23 è l’ultimo tassello di una collaborazione, miliardaria, portata avanti per trent’anni dal governo mondiale del pallone ed Electronic Arts, la casa californiana che, a partire dalla prossima stagione, abbandonerà questo marchio per lanciarne uno proprio e indipendente. Di questo se n’è parlato in lungo e in largo, ma è bene tenerlo a mente quando si comincia a provare il gioco vero e proprio, perché tutto quello che gli è successo intorno negli ultimi tempi ha avuto inevitabilmente delle ripercussioni.

EA Sports ha vissuto FIFA 23 come un autentico ultimo giorno di scuola, e – ricordo vago per i più attempati, ancora vivido negli studenti – in quanto tale ospita due anime non necessariamente agli antipodi. Da un lato c’è una volontà sparagnina, l’idea di tenersi tutto per l’EA Sports FC che verrà e ridurre al minimo una pulsione innovativa già ridotta al lumicino dalle ininterrotte uscite annuali. Dall’altro, una sorta di liberi tutti che ha palpabilmente influenzato sia la struttura delle modalità che il gameplay in campo.

Per gli amanti del calcio prima che dei videogiochi, il gioco presenta degli errori di valutazione abbastanza marcati, presumiamo proprio per sciogliere ulteriormente le briglie di un franchise che, da sempre, viene accostata allo spettacolo della Premier League più che alla tattica della Serie A. Ma, come preconizza il nostro “errori di valutazione”, stavolta si è andati molto oltre, con il risultato di un titolo stranamente sbilanciato.

Mala tempora currunt (per le difese) —

Lo avevamo anticipato nei tempi non sospetti della preview, e la cosa si è confermata nel gioco completo. I difensori non seguono minimamente gli avversari, riponendo sugli utenti una pressione malsana specie giocando contro l’IA ai livelli superiori (le azioni sono semplicemente troppo veloci per tenere insieme i pezzi disinteressati della propria squadra).

fifa 23

Quando gli attaccanti avversari entrano in area ci si ritrova senza strumenti per potersi difendere senza fare fallo da rigore (quando si riesce a farlo, peraltro), e funzionalità come il raddoppio semplicemente non funzionano perché, al di là della loro efficacia opinabile, richiedono una pressione costante di un pulsante – diversamente da quanto succede su eFootball – che costituisce un’ulteriore distrazione. A questo si aggiunge il disastro dei portieri che, vedendo sbugiardati i miglioramenti dello scorso paio di edizioni, tra i pali si lasciano bucare in modi spesso inspiegabili e opponendosi giusto nelle conclusioni da una certa distanza. Paradossalmente, li abbiamo visti fare bene solo sulle uscite basse, dove si comportano bene e in maniera credibile.

Si accennava al discorso ormai trito e ritrito dell’ispirazione alla Premier League: in generale, le partite di FIFA 23 sono un continuo contropiede, e questo dopo un certo numero di incontri diventa estenuante. Il gioco non riconosce fasi diverse in un match all’infuori della corsa matta e disperata verso la porta, come se si fosse continuamente all’ultimo minuto, e tale tratto – tipico della serie, si potrebbe dire – risulta persino peggiorato al confronto con gli anni precedenti.

Gol a raffica su FIFA 23 —

L’esperienza in single-player non è, useremo un termine banale ma quantomai significativo, divertente allo stato attuale: su Leggendario, è prassi che nei minuti finali gli avversari pareggino e ti superino, e che segnino soltanto dai tre gol a salire. Questo non solo è frustrante, agitando per l’ennesima volta lo spettro del cosiddetto “momentum”, ma soprattutto porta a goleade irrealistiche su una base regolare, evidenza del fatto che quest’anno la dimensione FUT ha completato la propria OPA sul resto del gioco.

Tant’è vero che, nel nostro test, solo in un caso abbiamo assistito ad un “misero” 1-2, visto che la media è di almeno cinque reti a squadre, contando il multiplayer online – dove ci è capitato di essere protagonisti di risultati frequentemente tennistici, tra cui persino un 8-8. In una Carriera intrapresa con la Juventus, eravamo contemporaneamente peggior difesa e miglior attacco, segno di come si segnino e si subiscano tanti gol, ma pure di quanto sia estenuante che, per vincere una partita, sia necessario segnare almeno 5 reti (e manco lì sei sicuro del risultato).

Ma FIFA 23 ha fatto anche cose buone, complice l’intelaiatura ormai collaudata di HyperMotion e una manciata di innovazioni piacevoli – altre, invece, non hanno lasciato il segno ma nemmeno fatto danni, come i nuovi calci piazzati, più appariscenti e lineari, e il tiro potente, che cambia poco perché caricarlo richiede tanto tempo e il direzionamento è tutt’altro che semplice.

Un’accelerazione diversa —

AcceleRATE è la feature che impatta di più sul gioco: l’inizio corsa è adesso diverso in base alla classe d’appartenenza del calciatore (ce ne sono tre), e questo vuol dire che i parametri su carta di accelerazione e velocità non determinano sempre chi arriverà per primo su una palla contesa. È un dettaglio che si nota molto nella partenza dello sprint e mischia le carte specialmente nelle partite tra club di alto rango.

fifa 23

Come capitò un po’ di anni fa (era la prima uscita su PS4 e Xbox One) con il regista in mezzo ai due centrali, quest’anno ci è parso venire recepito il trend del terzino che entra dentro il campo anziché ricorrere esclusivamente al fondo campo – basti citare Theo Hernandez per individuare l’andazzo – e ciò sembra aggiungere un’altra tipologia di azioni al consolidato pacchetto base. E, parlando di pacchetti, quello dei contrasti è forse il nostro guilty pleasure: gli impatti rendono bene la fisicità del gesto, e con i calciatori più dotati nel fondamentale, come Brozovic, è più facile intercettare sia di corpo che in scivolata; soprattutto, le nuove animazioni fanno sì che, con il giusto tempismo, si possa rubare palla di tacco persino nei casi in cui si era andati nella direzione sbagliata. Quando si dice bello da vedere e utile.

Restando nelle animazioni, nell’ultimo paio di anni è stato introdotto un numero impressionante di piccoli tocchi; tuttavia, il ritmo della corsa e dello scivolamento dei giocatori, anche se mitigato da AcceleRATE, sono rimasti gli stessi. Ciò fa sì che i calciatori scivolino quasi per mancanza d’attrito col campo, e al contempo rimangono “incastrati” nel terreno o hanno una scarsa reattività prima di rispondere al comando perché, appunto, impegnati ad elaborare un’animazione. Se online il quantitativo di micro-movimenti torna d’aiuto perché i cambi di direzione meno prevedibili sono una delle chiavi con avversari umani, la sensazione non piacevolissima è che spesso i giocatori si corrano addosso, accavallando gambe e pensieri prima di partire.

FUT apre tutte le porte su FIFA 23 —

Il feeling da ultimo giorno di scuola è vivissimo in FUT. FIFA 23 sblocca l’Intesa per renderla ancora più libera, rompendo i collegamenti ruolo per ruolo prima obbligatori per costruire l’alchimia giusta nella squadra. Il risultato è che l’assemblaggio iniziale – adesso che si possono mischiare campionati e nazionalità senza particolari malus, a patto di averne un buon numero di compatibili su (tutto) il campo – è più veloce e indolore, sebbene per la stessa natura del concetto sia più caotico.

fifa 23

Una parte del fascino di Ultimate Team sta nel progetto di squadra, il “voglio fare una squadra italiana di Serie A, poi una inglese di Premier League…”, e ciò, con questa liberalizzazione di massa, si perde un po’. La nostra esperienza ci ha visti comunque attratti dall’abitudine degli anni passati ed è plausibile che capiti lo stesso pure a voi, per cui il cambiamento dovrebbe essere, all’atto pratico, meno traumatico del previsto. Lo stesso dicasi per il cambio ruolo: un singolo oggetto per accedervi, è vero, ma anche un massimo di tre ruoli per giocatore (la maggior parte non ne dispone, ma per chi sperava di non rivedere più Messi a centrocampo…). Questo significa che, se sul lungo termine la modalità potrebbe guadagnare un minimo di verosimiglianza in più, non stiamo parlando di rivoluzioni sostanziali.

Questione di Momenti —

Nel complesso, sarà un caso, ma abbiamo trovato l’economia interna un briciolo più generosa (come più veloce il completamento settimanale su Squad Battles) e ci è capitato di imbatterci in più carte In Forma in questi pochi giorni che nel corso di anni interi. Evidentemente, però, non l’abbiamo notato soltanto noi: nemmeno una settimana e già sono comparse le solite squadre folli che incrinano seriamente le possibilità di competere online. Se non altro, va sottolineato, perlomeno in questa fase iniziale, la bontà dell’implementazione del cross-play: da PS5 abbiamo giocato con utenti di altre piattaforme della stessa gen senza la minima interruzione.

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Per chi vorrà rifugiarsi nel single-player, ecco i Momenti FUT: in questi scenari, la prima serie è dedicata all’ascesa del testimonial Mbappé, la difficoltà sul manto erboso è bassa, ma la sfida sta nel rispettare i requisiti d’ingresso in stile SCR, come una rappresentanza di nazionali, moduli, club di provenienza e simili. Nell’ottica di servizio in continuo aggiornamento, può essere interessante sul lungo termine, anche se la valuta interna delle Stelle, dopo la prima conversione in bustina, si è dimostrata rapidamente molto debole.

La modalità Carriera e la grafica —

La novità di quest’anno su Volta è che non ci sono novità, a parte l’accorpamento della progressione con Pro Club, e questo la dice lunga sul famoso ultimo giorno di scuola (e sullo stato della modalità in senso più ampio). Più o meno lo stesso può dirsi della modalità Carriera di FIFA 23. Un miglioramento alla qualità della vita è stato introdotto con i Momenti Clou, con cui giocare solo le azioni salienti di un match o soltanto quelle in attacco – una buona soluzione per evitare almeno, specie ai livelli più alti, di subire vagonate di gol. Un’apprezzabile soluzione, questa, che si aggiunge alla simulazione in stile manageriale e a quella che elabora unicamente il risultato per accelerare la conclusione di una stagione.

L’altra new entry è la possibilità di allenare vestendo i panni di un manager realmente esistente. Curiosamente, non ci sono solo quelli su licenza, seppur in alcuni campionati compaiano come disponibili pochissimi club (in Francia giusto Galtier del PSG). Il risultato, prevedibilmente, è che in Premier League sono quasi tutti somiglianti alle controparti reali, mentre in Serie A nessuno. Già così ha poco senso “interpretarli”, poi quando lo si fa si scopre che non cambia niente rispetto ad una Carriera regolare. Qui si registra l’arrivo di nuovi filmati, ad esempio quando si vende un giocatore, forse un po’ troppo ingombranti durante il calciomercato, un’accelerazione significativa all’ultimo giorno di mercato, ma forse un eccesso di passaggi quando si deve scegliere e trattare con un calciatore.

Visivamente parlando, la piattaforma di EA Sports era già piuttosto piacevole e si è adesso arricchita di ulteriori dettagli, come i segni lasciati sull’erba dalle scivolate, le terne arbitrali miste, i bambini che accompagnano i giocatori in campo, le inquadrature sul pubblico, e tanto altro ancora. L’impressione iniziale è che un tale carico di novità sia arrivato comunque con un suo costo: a bordocampo, i calciatori si scaldano a metà del frame rate, per citare un caso, e noterete degli scatti qui e lì che segnalano il raggiungimento ormai prossimo del limite tecnologico di questa base.

FIFA 23, il verdetto —

Tirando le somme, le liberalizzazioni su modalità e gameplay ne fanno potenzialmente uno dei capitoli più sbilanciati di sempre, almeno al lancio, e la sensazione è che questo fantacalcio videoludico – powered by FUT – sia esattamente ciò che possiamo aspettarci da EA Sports una volta che si sarà liberata dalla “zavorra” del marchio. Alcune novità tecniche mettono ordine sul rettangolo di gioco, altre ne impreziosiscono le dinamiche, mentre sul fronte delle modalità vige una certa stagnazione. Ciò che resta, però, è il continuo ping pong da un’area all’altra, spesso dopo aver segnato o subito una rete, ed è qualcosa il cui pur legittimo apprezzamento segna un distacco ormai netto tra appassionati di calcio e appassionati di FIFA. Più che nelle precedenti iterazioni, FIFA 23 è un FIFA all’ennesima potenza, il che non è necessariamente un bene.



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