Max Pircher, 22 anni, con la coppa del Super Bowl
Max Pircher, 22 anni, con la coppa del Super Bowl

Mi dicevano che non avrei mai potuto sognare l’Nfl. Oggi sono sul tetto del mondo. Sono parole che sanno di rivalsa quelle di Maximilian Pircher, il primo italiano a vincere il Super Bowl, che fino a quattro anni fa non sapevo nemmeno che forma avesse una palla da football. Il ventiduenne di Bressanone, fresco di successo con i suoi Los Angeles Rams pur senza toccare il campo, ha percorso gli scalini verso l’Olimpo di uno sport che negli Usa una vera e propria istituzione. Partendo dal nulla, ma con una dedizione al lavoro e un talento che in pochissimo tempo gli hanno fatto cambiare vita: Nasce tutto da un video su Facebook. Ora voglio essere d’ispirazione per tutti gli italiani. Anche se con la nazionale si dato un momentaneo addio per via delle stringenti regole che caratterizzano un contratto firmato negli Usa.


Max, innanzitutto raccontaci l’emozione che vive un italiano a vincere un Super Bowl?
ancora molto difficile da realizzare, un’emozione grandissima perch si tratta dell’obiettivo ultimo per un giocatore di football. Sono ancora senza parole, ma mi sto accorgendo piano piano che tutto vero anche grazie ai festeggiamenti. Dopo la partita con i Bengals siamo stati a un party, mentre il giorno dopo abbiamo noleggiato due pullman girando per la citt con gente famosa. stato bellissimo, c’era tanto cibo, ci siamo divertiti molto.

Cosa pensano i tuoi genitori di quello che stai facendo?
Mia mamma e mia sorella sono ancora a Bressanone, hanno guardato la partita assieme ad altri miei amici. Mentre mio padre e la mia ragazza erano allo stadio ed stata un’ulteriore spinta per me averli vicino. I miei genitori sono contenti e orgogliosi della mia crescita. Anche se non sapevano praticamente niente del football all’inizio, ora hanno capito quando sia importante negli Stati Uniti. Mio padre diventato un tifoso e appassionato di Nfl.

In patria torni spesso?
Ormai da pi di un anno purtroppo che manco dalla casa di Bressanone, anche per colpa del Covid, delle quarantene e dei miei impegni. Ho in mente di tornarci il pi presto possibile. Dovrei allenarmi ancora due settimane, poi finalmente far il mio ritorno in Italia.

Come ti sei ambientato a Los Angeles? Una citt che pi diversa non esiste da quella in cui sei nato.
Si un bel cambiamento, ma dall’anno scorso mi sono ambientato molto bene perch qui tutti ti aiutano e sono molto disponibili. Ho speso la maggior parte del tempo nel campo da football ma come citt mi piace, anche perch c’ sia il mare che qualche bella collina. Tuttavia non paragonabile all’Alto Adige, mi piacciono di pi i paesaggi dove sono cresciuto.

Anche la tua fidanzata altoatesina.
Si chiama Hannah, lei giocava a tennis. Ora studia a Innsbruck ma quando possibile mi raggiunge qui a Los Angeles e stiamo assieme come sta accadendo ora.

Max Pircher, 22 anni, nel tempio dei Los Angeles Rams
Max Pircher, 22 anni, nel tempio dei Los Angeles Rams

vero che prima dei 18 anni non sapevi cosa fosse una palla ovale?
Esatto. Il tutto cominciato alle superiori. Stavo frequentando un laboratorio. Ad un certo punto mi si apr per caso un video su Facebook, proprio sul football americano, e rimasi a bocca aperta. Ebbi la fortuna che il mio insegnante di allora, Matteo Braghini (anche ex giocatore con i Giants Bolzano, ndr), vide il mio interesse e mi port ad assistere alla mia prima partita dal vivo da l a pochi giorni. Mi innamorai subito.

Un conto per praticarlo. Un altro approdare in Nfl…
ci che volevo fare, non avevo dubbi. Ma ho iniziato molto tardi e non stato facile. Il primo anno in Austria con gli Swarco Raiders fu molto complicato. I coach mi dicevano che avevo del potenziale, ma che non avrei mai potuto giocare in Nfl, nemmeno sognarlo. Anche perch la percentuale di europei che finisce in questo campionato bassissima.

E poi?
La chiamata della Nfl arrivata tramite degli scout che ormai sono dappertutto. Nel mio caso avevano vista la partita della Nazionale italiana contro l’Austria nel 2019. Dopo aver analizzato la mia prestazione mi dissero che sarebbero stati interessati a mettermi in un programma di selezione. Mi sono allenato molto in quei mesi e ho messo su tanta massa ( aumentato di 60 chili, ndr). Le prove per fortuna sono andate bene e lo scorso maggio ho firmato con i Rams.

A proposito di Nazionale, ti rivedremo con la maglia azzurra?
Avendo un contratto in Nfl purtroppo non posso giocarci perch c’ il rischio di infortunio. Negli Stati Uniti investono tanti soldi per te e non possono rischiare di perdere un giocatore che veste la maglia della sua Nazionale in Europa. Ma dopo questa esperienza in America ho intenzione di tornarci, ho molti amici in quella squadra.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi con i Los Angeles Rams?
Cerco di migliorarmi sempre, di continuare cos e vincere un altro Super Bowl. Questo direi che un obiettivo concreto, aiutando al pi possibile la squadra. Voglio ritagliarmi uno spazio importante nella squadra ed per questo che lavoro. Spero un giorno di poter essere protagonista in incontri come quello con i Bengals.

Ti senti una specie di ispirazione per i ragazzi pi giovani? Soprattutto per i giovani italiani che sognano l’Nfl.
Questo un aspetto fondamentale di ci che faccio. I ragazzi devono vedere che c’ una speranza di approdare tra le migliori squadre del mondo. Per esempio, guardandomi sanno che si pu fare. Non bisogna giocare senza avere un sogno perch tutto si pu realizzare.

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18 febbraio 2022 (modifica il 18 febbraio 2022 | 13:16)

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