Mini FUTball

In questa recensione di Mini Football parliamo dell’ennesimo prodotto che prova a salire su quel carro vincente chiamato FIFA Ultimate Team: la modalità di gioco creata da EA, con i suoi spacchettamenti e l’alternanza tra gestione della squadra e gameplay sul campo, ha creato un vero e proprio filone a sé stante che è già stato esplorato diverse volte in ambito mobile. Ciò non ha comunque scalfito l’ambizione di Miniclip, che con Mini Football punta a snellire ulteriormente la struttura inaugurata da FUT, mettendo sul piatto un’esperienza di gioco molto più arcade e una componente manageriale all’acqua di rose, senza ovviamente farsi mancare il consueto carico di microtransazioni, pubblicità e dinamiche pay to win che i free to play moderni ci hanno oramai abituato a presentare.

Mini Football parte dagli stessi identici presupposti di FUT: ai comandi di una squadra di bassa lega composta da illustri sconosciuti, bisogna cercare di vincere partite per accumulare ricchezze e pacchetti di risorse e migliorare così la propria compagine per competere con avversari sempre più forti che garantiscono ricompense ancora più ricche in caso di vittoria. Il classico ciclo che si ripete potenzialmente all’infinito che è la linfa vitale dei free to play, e che qui viene declinato senza grandi variazioni sul tema: c’è il sistema a doppia valuta, le pubblicità che compaiono di tanto in tanto e che possono essere guardate per velocizzare alcune operazioni e ovviamente un negozio dove comprare materiali di gioco con soldi reali. Assolutamente nella media anche i famigerati paywall che dopo qualche ora si presentano come divisorio tra gli utenti che non pagano nulla e quelli che stimolano la crescita della propria squadra tramite gli acquisti in-app, con i primi che finiranno ben presto a scontrarsi contro avversari imbattibili.

Miniclip Minifootball

Messo giù così, Mini Football potrebbe sembrare un prodotto mediocre in tutto e per tutto, e invece possiede degli indubbi pregi che risiedono in particolar modo nell’esecuzione del suo gameplay. Tanto per cominciare, la parte gestionale è chiara ed essenziale nell’interfaccia ma senza rinunciare a una certa dose di profondità nei contenuti: è infatti possibile modificare non solo aspetti estetici (magliette, pantaloncini, calzettoni, scarpini e via discorrendo) ma agire direttamente sul tipo di formazione desiderato e sugli interpreti in campo, i quali possono essere fatti salire di livello con pochi e semplici tap. Anche una volta scesi sul manto verde Mini Football si fa valere, pur adottando un approccio arcade che ben poco ha a che vedere con lo sport reale, tra giocatori super deformed, scivolate in abbondanza, tiri e passaggi rapidissimi e arbitri che non fermano quasi mai l’azione.

Miniclip Minifootball 2

Le partite sono ritmate e divertenti, anche grazie a un sistema di controllo efficace composto da uno stick virtuale sul lato sinistro e tre tasti su quello destro deputati alle principali funzioni che cambiano a seconda che si sia in possesso o meno della palla. Le ingenuità ci sono (i portieri sono davvero scarsi ed è fin troppo facile segnare da calcio d’angolo o punizione), ma Mini Football porta comunque a casa il risultato in relativa scioltezza. Peccato solo che il divertimento rischi di durare poco, e non solo per i colli di bottiglia che abbiamo evidenziato in precedenza, ma anche e soprattutto per l’evidente utilizzo di bot spacciati come giocatori reali che appiattiscono davvero tanto l’esperienza. A completare il quadro segnaliamo un comparto tecnico simpatico e poco più, con una grafica colorata ma piuttosto avara di dettagli e un sonoro che si limita al compitino.





Source link