ROMA – Non era un bluff, era un progetto: «Non vi sorprendete se un giorno vedrete Tahirovic nella formazione titolare». José Mourinho lo aveva annunciato e ha dato seguito all’idea. Per ora solo in un’amichevole di fine dicembre, contro la Viterbese, ma attenzione: per far spazio al ragazzino a centrocampo hanno cominciato in panchina Matic, Camara e Bove. Riprendiamo il discorso di Mourinho e lanciamo un’ipotesi: se Tahirovic giocasse dall’inizio anche contro il Bologna? 

Percorso

Lui si chiama Benjamin, come il protagonista de Il Laureato interpretato da Dustin Hoffman. E il primo esame l’ha già passato a novembre, prima della sosta, quando ha debuttato in Serie nel secondo tempo di Roma-Torino: 21 minuti al posto di Cristante, quando c’era da recuperare una situazione di svantaggio. Tahirovic ha gestito la prima volta con sobrietà e personalità, spendendo anche un’ammonizione strategica per evitare un contropiede. Negli spogliatoi sia Mourinho sia i compagni gli hanno fatto i complimenti. Ma la sensazione è che sia stato solo un inizio. Anche Zalewski l’anno scorso era partito dietro nelle gerarchie tecniche e poi è diventato un punto fermo della squadra. Tahirovic, che ha un anno in meno di Zalewski, sarebbe perfettamente in linea con i tempi.

La storia

Anche lui, come Zalewski, ha il doppio passaporto. E’ nato in un piccolo sobborgo di Stoccolma, Spanga, da famiglia bosniaca. Stessa estrazione di Ibra, più o meno. Finora non è stato mai convocato da una nazionale, neanche a livello giovanile, ma negli ultimi tempi ha saputo che la Bosnia lo chiamerà a marzo, per il giro di qualificazione verso Euro 2024. Potrebbe accettare, a differenza di Zlatan che decise in gioventù di rappresentare la Svezia, su consiglio dell’idolo Dzeko. Cresciuto in un altro villaggio vicino alla capitale, Rinkeby, si è avvicinato al calcio grazie al fratello maggiore, Adli, che ha cinque anni in più e oggi gioca nella quarta divisione svedese da difensore centrale. Benjamin ha cominciato nel Vasalund, arrivando al debutto in prima squadra a soli 17 anni in terza divisione, aiutando la squadra a salire in seconda. Qui attira l’attenzione del Benfica ma la Roma, con un’intuizione dell’attuale ds della Salernitana De Sanctis lo aggancia velocemente: costo del trasferimento, 204 mila euro.

Dubbi

Tahirovic, centrocampista centrale dai piedi buoni con propensione all’inserimento, alto 1.91, è arrivato a Trigoria ed è presto diventato un pilastro dell’Under 18 e della Primavera. Ma forse l’agenzia che lo rappresenta, la stessa di Matic e Svilar, gli aveva promesso un ingresso immediato in prima squadra, tanto è vero che Tahirovic in estate ha deciso autonomamente di tornare in Svezia a schiarirsi le idee. Aveva appena rinnovato il contratto fino al 2026. Una volta tornato a Roma, ha pagato la multa prevista dal regolamento della società e si è messo al lavoro per attirare l’attenzione di Mourinho: della nuova Primavera di Guidi è stato per molte settimane il faro, finché non è stato precettato dalla squadra dei grandi. Ha debuttato contro il Torino e avrebbe giocato spesso anche le successive amichevoli, se non si fosse infortunato. Ha recuperato appena in tempo per la ripresa del campionato. Il Sassuolo lo voleva subito, a gennaio, ma la Roma ha detto no. Per lui garantisce Mou. 

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