Tom Brady lascia il football americano. Il quarterback considerato il miglior giocatore di ogni tempo ha deciso di ritirarsi. Ha detto basta dopo 22 straordinarie stagioni condite da successi e con il record di sette Super Bowl conquistati.

A quasi 45 anni, un’età “folle” per continuare nello sport di contatto più duro che esista, il celebre numero 12, lascia il campo. Esce di scena dopo esser stato sconfitto con i suoi Bucs nel divisional round dei play off dai forti Los Angeles Rams. Una gara nella quale aveva firmato l’ennesima clamorosa rimonta, bruciato però, negli ultimi 40 secondi dalla connection tra Stafford e Kupp che aveva portato al field goal della vittoria californiana.

Nfl, play off: emozioni no limits, la caduta degli “dei”: fuori Brady (che potrebbe lasciare) e Rodgers. “Miracolo” di Mahomes

di

Giovanni Marino



Una cocente delusione per Brady, che sognava l’impresa del secondo titolo coi Bucs, trasformati in un nulla da Cenerentola della Nfl a primi della classe. Ma questa sconfitta non intacca minimamente la sua leggenda sportiva e i suoi eclatanti successi a ripetizione.     

IL BLOG/ I segreti di Tom Brady, il più vincente di sempre 

Qualche giorno fa Tom aveva scritto sui suoi seguitissimi social. Un lungo messaggio per ringraziare i compagni e lo staff. Un post nel quale aveva anche ricordato Roosevelt e la sua citazione: “Non è il critico che conta… L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perché non c’è tentativo senza errori e manchevolezze” .

Tom Brady esulta con la maglia dei Patriots, disegno di Lorenzo Ruggiero 

Qualche passaggio del suo messaggio: “Voglio sempre vincere, credo che sia abbastanza evidente ormai, ma questo non significa che perdere equivalga al fallimento, soprattutto quando esci combattendo come abbiamo fatto noi. Quest’anno è stato incredibilmente gratificante personalmente e professionalmente e sono riconoscente a tutti quelli che si sono impegnati per aiutare il nostro team a ottenere così tanto. C’è così tanto da apprezzare in una stagione come questa quando sei circondato da una squadra dove ognuno crede nell’altro e dà il massimo. Vi risparmio la citazione di Man in the Arena, ma quella sensazione è qualcosa che prometto non darò mai per scontata. A tutti quelli che ne hanno fatto parte quest’anno dico grazie Vi amo tutti!”. 

La sua “infinita” carriera si è svolta quasi per intero nei New England Patriots dove era arrivato da “riserva della riserva” ma in breve aveva scalato le gerarchie per diventare il leader offensivo della squadra e conquistare vittorie, primati e ben sei Super Bowl. Una dinastia sotto la guida di coach Bill Belichick. Un duo che sembrava inscindibile ma poi, due stagioni fa, il clamoroso addio e la nuova sfida: a Tampa, per vincere ancora, per dimostrare a se stesso e agli altri di essere il più grande a prescindere dal team e dal coaching staff. Impresa riuscita, non c’è che dire, con la conquista del settimo Super Bowl in una finale dove non era certamente il favorito, contro il talentuosissimo giovane quarterback Patrick Mahomes e i suoi Chiefs, che una dinastia vorrebbero proprio scriverla a suon di trionfi.     

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I record stabiliti da Brady sono destinati a durare molto a lungo, c’è chi dice, per sempre. Con il suo addio si chiude un’era: quella del quarterback più vincente della storia.

Giovanni Marino
@jmarino63

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