“Le Nitto ATP Finals non creano buchi di bilancio ma ricchezza e danno al mondo un’immagine positiva dell’Italia. I numeri ci danno ragione”. Angelo Binaghi commenta così il successo della seconda edizione torinese del torneo e del 2022 del tennis in Italia, trainato dall’appuntamento del Pala Alpitour e dagli Internazionali d’Italia al Foro Italico. 

“NITTO ATP FINALS, INVESTIMENTO DI SUCCESSO”

“Abbiamo la serenità di chi sa di avere svolto egregiamente il compito che questo governo ci aveva affidato destinandoci un contributo di 15 milioni di euro con due finalità: organizzare una manifestazione che potesse promuovere nel mondo il nostro Paese e facesse vedere di cosa siamo capaci dal punto di vista organizzativo e che creasse ricadute economiche positive sul territorio” ha detto Binaghi in conferenza stampa. 

“Nelle prossime settimane la società Ernst&Young farà la radiografia di quanto successo ma dalle nostre stime quei 15 milioni si sono trasformati in almeno 35 milioni di tasse pagate e hanno generato un indotto superiore al 2021 che era pari a 77 mln di euro”.

BINAGHI: “PRESENZE OLTRE LE NOSTRE PREVISIONI”

Anche dal punto di vista delle presenze, il successo è innegabile. A Torino, anche senza italiani in campo, saranno superati i 156 mila spettatori totali. “Un numero che supera le nostre previsioni” commenta Binaghi, che l’ha confrontato con le presenze all’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, l’evento sportivo singolo con il maggior numero di spettatori paganti nello sport italiano, superato poi solo a settembre dal Gran Premio di Formula 1 di Monza. L’estate scorsa al Foro Italico, lungo tutto il torneo, sono arrivate 230.385 persone. 

Complessivamente, i dati rivelano come l’aumento degli eventi internazionali di tennis e padel organizzati in Italia abbia portato a superare le 480 mila presenze di spettatori totali in questi eventi. In attesa, peraltro, del Premier Padel P1 di Milano, l’equivalente di un Master 1000 nel nuovo circuito mondiale, in programma dal 5 all’11 dicembre.

I RICAVI DA BIGLIETTERIA DELLE NITTO ATP FINALS

Ma per determinare il valore di una manifestazione sportiva, ha detto Binaghi, bisogna guardare “agli incassi della biglietteria, che sono il prodotto del numero di persone presenti e di quanto siano disposti a spendere per assistere a quello spettacolo. Il valore delle Nitto ATP Finals è praticamente equivalente agli Internazionali d’Italia che hanno una storia di crescita di almeno vent’anni”. I numeri parlano caro: 16,084 milioni per gli Internazionali, 15,065 per le Finals, due tornei che coprono una fetta larghissima del fatturato derivante dalla biglietteria per i tornei di tennis e padel in Italia (36,1 milioni). “E se aggiungiamo i ricavi corporate, allora l’incasso delle Nitto ATP Finals supera abbondantemente quelli degli Internazionali d’Italia” spiega Binaghi..

Binaghi traccia anche il profilo degli spettatori che hanno assistito alle Nitto ATP Finals 2022. “Il 38% dei biglietti è stato venduto all’estero, un restante 37% proveniente da appassionati da fuori regione e il 25% da piemontesi. Credo che nei prossimi anni ci avvicineremo al 50% di spettatori stranieri di Londra”. 

Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel non si accontenta e promette di far crescere pubblico e ricavi da biglietteria in due modi. “Il primo è la drastica riduzione dei biglietti omaggio che vogliamo portare a zero. Poi estenderemo anche alle Nitto ATP Finals lo sconto del 20% ai tesserati che abbiamo sulle altre nostre manifestazioni e riapriremo subito la biglietteria” spiega.

Il prezzo dei tagliandi, conferma poi Binaghi, “sarà variabile a seconda del momento e della capienza disponibile per quella singola sessione. Per questo comprare prima vuol dire prendere posti migliori a prezzi inferiori. Una politica simile porta alla manifestazione numeri elevati di spettatori con elevata capacità di spesa, una caratteristica che credo positiva delle manifestazioni che gestiamo, e questo si riflette in termini positivi sul fatturato della nostra Federazione”.

Anche in questo caso la crescita degli anni è scritta nei numeri. La Federazione Italiana Tennis e Padel chiuderà il 2022 con un fatturato integrato vicino ai 170 milioni di euro, un dato molto superiore alle stime del bilancio preventivo, e dovrebbe superare tale soglia nel 2023. Difficile immaginare un andamento simile nel 2002, quando tale fatturato raggiungeva appena 15 milioni di euro. 

I dati presentati da Binaghi nel corso della conferenza stampa mostrano che il bilancio della Federazione Italiana Tennis e Padel nel 2022 eguaglia di fatto quello della Federazione Italiana Gioco Calcio (o almeno il valore indicato nel bilancio preventivo della FIGC).

Notevole anche l’andamento della crescita negli ultimi dieci anni. Tra il 2012 e il 2022, ha spiegato, “la nostra Federazione arriva ad avere un fatturato in linea con quello che il calcio ha fatto in questi 10 anni, con l’eccezione del 2021 condizionata dalla vittoria dell’Italia agli Europei”. Il fatturato della FITP è cresciuto del 341% rispetto 23% della FIP (pallacanestro) e al 10% della FIPAV (pallavolo). Nello stesso periodo la FIR (rugby) ha perso il 4%, la FIGC (calcio) il 5%, la FIN (nuoto) il 13%. E il CONI l’82% dopo l’applicazione della legge Giorgetti Valente.

Questo risultato è straordinario, aggiunge, “perché il contesto dello sport italiano è fortemente conservativo, finora non premia i meriti e non sostiene la crescita di federazioni come la nostra che cercano di migliorarsi di anno in anno. Nel 2008 ci furono assegnati i locali e il personale in base alle attività e al relativo carico di allora. In questi quindici anni siamo diventati quattro volte più grandi,  abbiamo cercato di ottenere stanze e dipendenti in più ma non ci siamo riusciti. Credo che la Federazione Italiana Tennis abbia fatto dei miracoli”.

BINAGHI: “LE NITTO ATP FINALS NON SONO UN FINE, MA UN MEZZO”

Accrescere il valore economico dei grandi eventi, che pesano per circa l’80% sul fatturato della Federazione, non rappresenta lo scopo dell’attività quotidiana di Binaghi e dei dirigenti della Federazione. “Condivido totalmente la visione del sindaco di Torino su quello che dovrebbe fare la Federazione – ha detto -. Non credo che il nostro scopo sia quello di gestire grandi eventi. Penso che lo scopo principale del nostro ente siano le finalità sociali che la nostra attività quotidiana ci mette di fronte. Ovvero allargare la base, rendere sempre più popolari il tennis e il padel”.

La base oggi è costituita da 403 mila atleti tesserati nel tennis e ai 69.300 nel padel. Il tennis, con i suoi 3.037 circoli affiliati che offrono 9.500 campi, ha avvicinato in Italia 3,1 milioni di praticanti. E’ evidente anche la crescita del padel, in cui si registrano 1.386 circoli affiliati (con 3.370 campi) e 2.248 censiti (5.871 campi) e 815 mila praticanti. Anche se ci sono 1,3 milioni di italiani che in futuro vorrebbero provarlo. 

“Non la pensano in tanti come noi lo stato ha distribuito più dell’80% dei fondi sulla base dei risultati sportivi, quindi le medaglie, e non sui risultati numerici derivanti dalla diffusione dello sport di base. Con sport e salute la tendenza si è iniziata a invertire ma è ancora troppo poco”

IL FUTURO PARTE DA ROMA

“La nostra prossima scommessa sono gli Internazionali d’Italia su 2 settimane. ieri con sport e salute abbiamo presentato i progetti di implementazione delle nuove strutture per il site del Foro Italico, devo fare i complimenti ai nostri partner di sport e salute, penso che anche l’atp sia rimasta a bocca aperta. sarà difficile ricordarsi del vecchio foro italico quando queste opere saranno completate”.

Il percorso di continua crescita che Binaghi delinea guarda anche al di là dell’anno prossimo e coinvolge anche le Next Gen ATP Finals per ora fissate in calendario per il 2023 nella stessa settimana delle Nitto ATP Finals a Torino. 

“Sono stato il primo a parlare ad ATP di evento diffuso. Avevo pensato anche a una soluzione che avrebbe portato a giocare entrambi i tornei un po’ là e un po’ qua, spostando un girone delle Nitto a Milano, e le fasi finali di Next Gen qui. Perché avere il back to back di due eventi con lo stesso bacino di utenza ha di fatto danneggiato il più piccolo, quindi Milano. Ma credo che l’idea sia stata scartata. Noi comunque abbiamo fatto domanda per tenere next gen e ATP sta valutando di spostarlo a dicembre. Se poi rimanesse in calendario vicino alle Nitto ATP Finals, potremmo spostarlo in Italia più a sud, da Firenze in giù. Vorremmo coprire con i grandi eventi di tennis e di padel la gran parte del nostro territorio”. 

Le possibilità, spiega, non mancheranno. “Siamo da anni sul mercato del tennis internazionale, al giusto prezzo prendiamo tutto – ha detto Binaghi -. Ho richieste di grandi manifestazioni da tutto il territorio, ma offerte limitate perchè il calendario è oltremodo intasato. non c’è oggi sul mercato offerta di ATP 250 o 500. Con l’upgrade dei Masters 1000 a dodici giorni avremo due ‘Super challenger’, uno tra Madrid e Roma e l’altro tra Roma e il Roland Garros. Speriamo che ATP faccia una gara per avere altri quattro o cinque 500, e noi ci proporremo prontamente. Di tutto questo potrò parlare con un uomo di sport come il Ministro Abodi che mi aiuterà a far sì si possano acquisire tutte le manifestazioni che possano produrre ricchezza e distribuirla”.

Eventi come le Nitto ATP Finals che Binaghi ammette di aver “sottostimato” all’epoca dell’assegnazione nel 2019. “Ma non conoscevamo il Sistema Torino – ha detto -. Il Comune, la Regione, le grandi imprese private, i grandi giornali, hanno fatto squadra in un modo che non pensavamo si potesse vedere in Italia. Perdere le atp finals dopo un successo così grande sarebbe una grande sconfitta per noi e per il nostro Paese. Il mio obiettivo dall’anno scorso è rendere la vita durissima a chi dovrà un giorno decidere di portare le Nitto ATP Finals via dall’Italia. E il successo di queste edizioni fa salire anche la credibilità del nostro Paese. Poi magari con un italiano in campo potremmo arrivare a dire che il Pala Alpitour sarà diventato troppo piccolo, ma qualcosa ci inventeremo”.

LA PROMOZIONE DEL TENNIS A SCUOLA

Sempre guardando allo scopo finale, al futuro a lungo termine. “Quest’anno con ‘Racchette in classe’ metteremo la racchetta in mano a 350 mila bambini. Loro sono il nostro futuro, possiamo anche possiamo sposare i circoli con le scuole che non hanno impianti sportivi. Oggi siamo lo sport che entra di più nelle scuole, cancellando il gap storico con il calcio, il basket e il volley, aiutati anche dal padel, l’uovo di Colombo, che ha preso il posto di tanti campi di calcetto”.

L’invito finale da parte del presidente Binaghi alle istituzioni sportive e non solo è molto chiaro. “Vanno di moda le parole premiare i meriti, pemiare l’efficienza. Ci sono federazioni che, a parità di risorse investite, hanno moltiplicatori maggiori di altre. E sicuramente c’è qualche importante segnale di cambiamento da quando è nata Sport e Salute. Per cambiare ci vuole coraggio. Continuare a dire che il denaro pubblico viene distribuito in modo trasparente e meritocratico, ma allo stesso tempo mantenere i cap e i floor, affermare che chi ha fatto peggio dell’anno prima non può comunque ricevere meno inficia il principio della meritocrazia”.

Il tennis in Italia, conclude Binaghi, ha davanti due mostri, il calcio e i tornei dello Slam. “Siamo secondi su entrambi i fronti, e non voglio morire secondo. E’ comunque più facile fare l’ultimo passo che tutto quello che ci siamo inventati in questi vent’anni per passare dallo sport più sgangherato d’Italia alla medaglia d’argento”.





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