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Non si placano le polemiche a Luino, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di avviare il progetto per la realizzazione di due campi da Padel al Parco Margorabbia. Le critiche arrivano non solo da alcuni cittadini, ma anche da figure legate allo sport luinese e dal consigliere comunale di minoranza, capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni.

Proprio quest’ultimo, qualche mese fa, aveva proposto, tramite una mozione respinta dalla maggioranza in consiglio comunale, la possibilità di far nascere un campo da minigolf, proprio in un’area non troppo lontana dal campo sportivo utilizzato dal Luino Calcio. La stessa area era stata individuata da un imprenditore privato, che lo scorso anno aveva proposto un progetto per creare due campi da padel, interamente a suo carico, come spiegato qualche giorno fa.

«Il punto principale è che manca un progetto – commenta il capogruppo di minoranza, Furio Artoni -. Il Parco Margorabbia può diventare un grande centro sportivo con aree al chiuso, ma ci vogliono un progetto e idee. Il campo sportivo a Luino potrebbe diventare un centro per giochi all’aperto d’estate, con Beach Volley e Beach Soccer. Tra l’altro con bassi costi per gli utenti e per la manutenzione, i campi da padel ci sono già».

Inoltre, ad intervenire sul dibattito cittadino sono il presidente del Tennis Club Luino, Stefano Scapolo, e uno dei coach della società sportiva, Stefano Pivato, direttamente interessati, perché hanno in gestione da qualche mese una struttura a Villa Castiglioni, in via Lugano, dove hanno realizzato privatamente due campi da padel all’aperto, impianti molto gettonati soprattutto in primavera ed in estate.

«Un campo da padel montato e finito si aggira sui 35mila euro circa, da quello che ci risulta (70mila euro circa per due, ndr), quindi con gli altri 190mila euro circa cosa ci fanno – si chiedono -? Vorrei far notare che ci sono due campi da tennis all’aperto al centro sportivo “Le Betulle”, che sono in pessime condizioni e soprattutto non si possono sfruttare d’inverno: non potevano investire parte di quei soldi rifacendo la superficie di gioco oppure mettendo la copertura a uno dei due? Oppure dato che il centro è sempre comunale i due campi da padel potevano essere costruiti benissimo sopra uno dei due campi da tennis esterni, così non c’era neanche il bisogno di fare una nuova platea di cemento e si risparmiavano soldi, andando a riqualificare un centro sportivo molto bello ma ultimamente in degrado».

«Vogliamo parlare degli spogliatoi invece – concludono Scapolo e Pivato -? Per chi gioca a tennis alle Betulle non ci sono mai stati, bisogna usare quelli della piscina. In ogni caso, di esempi potremmo farne tanti altri, ma tutti questi soldi pubblici, a nostro avviso, potevano essere gestiti e investiti meglio, accontentando soprattutto altre associazioni sportive già esistenti sul territorio».

Infine, il parere di Marco Massarenti, uno tra i responsabili e ideatori di “Sport Senza Barriere”, manifestazione sportiva in grado di attrarre quest’estate a Dumenza, migliaia di persone. «Ben vengano iniziative di questo tipo, ma penso che in questo momento storico del luinese, ci siamo ben altre priorità a cui pensare. Abbiamo le associazioni sportive che non sanno dove far fare attività agli associati, palestre non a norma sia da un punto di vista strutturale che di accessibità».

«Penso che se vogliamo garantire ai nostri giovani una vita sana dobbiamo garantire la possibilità di fare sport in sicurezza e in condizioni di accessibilità. Recuperare e valorizzare le strutture esistenti e vagliare l’implementazione di nuove. Valutare se sia una moda duratura o solo passeggera, prima di creare strutture e investire in maniera definitiva rimane la condizione sine qua non», conclude.





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