ANCONA – Anche ad Ancona, come nel resto delle Marche, è scoppiata la padel mania. Una crescita esponenziale, per questo sport con palla e racchetta e di derivazione tennistica, una diffusione tale di praticanti, agonisti, campi e centri che svolgono attività sotto l’egida della Fit, da “obbligare” la federazione stessa a trasformare il proprio nome in Federazione italiana tennis e padel, come avvenuto lo scorso 16 ottobre, anche se il nome e la sigla Fitp dovrebbe cominciare a essere utilizzati dal primo gennaio prossimo, dopo l’atteso ok della Giunta nazionale Coni. I numeri dei club affiliati alla Federtennis (e padel) nella regione sono impressionanti, soprattutto se confrontati al movimento tennistico che vanta ben altra storia alle spalle, e la situazione anconetana non è da meno.

Sono 50 i circoli che svolgono attività di padel affiliati nelle Marche, 13 nella provincia di Ancona, tre nel capoluogo, tre a Falconara, uno a Camerano, uno a Osimo. E poi ci sono anche i circoli non affiliati. Il confronto: i circoli di tennis Fit, nella regione, sono 134, dunque quasi il triplo, ma il padel è un fenomeno esploso negli ultimi quattro o cinque anni, come spiega il vicepresidente vicario della Federtennis delle Marche, Paolo Scandiani: «È una disciplina che sta facendo un cammino esponenziale, una crescita paurosa, nelle Marche come nelle vicine regioni dell’Emilia Romagna e del Lazio. Una crescita che è vista benissimo dalla Federazione, che intanto ha sancito la fusione per incorporazione dell’attività del padel cambiando il proprio nome. Si tratta di numeri vertiginosi che si trasformano in nuove entrate per la federazione».

Ma chi sono i giocatori e le giocatrici di padel? «È uno sport che attinge molto da ex calciatori e da ex tennisti – conclude Scandiani – ma soprattutto da beach-tennisti, una specialità in netto calo, come vediamo dai circoli che non sono più affiliati alla Federazione».

Ad Ancona tra i tre centri sotto l’egida della Fit c’è il Bola Padel Next, primo circolo anconetano che s’è interfacciato con la Federazione, punto di riferimento locale che ha ospitato anche i campionati regionali assoluti, un po’ l’eccellenza del movimento anconetano. Al Bola c’è Marco Paialunga, direttore del circolo, che racconta la sua esperienza: «Abbiamo aperto lo scorso gennaio e in questi undici mesi, tra tutti coloro che sono passati almeno una volta al Bola, abbiamo contato e registrato quasi quattromila persone, un dato che serve per capire quanta gente s’è avvicinata ai nostri campi, ma per la metà sono persone che giocano anche altrove, l’affluenza media è molto più limitata. Abbiamo undici campi, ogni mese registriamo molti nuovi clienti, anche nell’ordine delle centinaia. È un movimento tuttora in crescita, senza alcun dubbio».





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