Il portiere dell’Argentina campione del mondo Emiliano ‘Dibu’ Martinez è stato acclamato da centinaia di migliaia di persone nella sua città natale, Mar del Plata, centro balneare a 420 km da Buenos Aires (est). Nell’occasione Martinez ha parlato, davanti a centomila tifosi secondo quanto riferiscono i media locali, dei suoi “duelli psicologici” durante le sfide finite ai calci di rigore contro Olanda e Francia. Per festeggiare il ‘Dibu’, la gente si è radunata sul lungomare di fronte a una grande spiaggia di mar del Plata, punto nevralgico e luogo di assembramenti intorno ai maxischermi durante i Mondiali. Sul palco Martinez, 30 anni, nominato miglior portiere del Mondiale, ha sottolineato il proprio orgoglio per essere stato “il primo campione del mondo ‘marplatense’. Non solo per me, ma per tutti i bambini, e i piccoli portieri, che sognano la quarta stella”, ha detto. Gli è stato chiesto da dove derivi la sua abilità nel neutralizzare i calci di rigore, e lui ha risposto, senza esitazioni, parlando delle sue ‘sceneggiate’ per cercare di distrarre i tiratori avversari, come già aveva fatto nel 2021 nella finale della Coppa America vinta ai danni del Brasile, con alcune scene diventate ‘cult’ in Argentina. Ora Martinez si è ripetuto ai Mondiali, contro la Francia nella finale di domenica scorsa. “Ai rigori divento forte e so che le persone mi rispettano, lo so perché me l’hanno detto i giocatori avversari – le parole del portiere dell’Argentina -. E quando blocchi il primo rigore di una finale mondiale, sai che l’altro, il tiratore avversario successivo, sarà molto nervoso. Quindi cerco di provocarlo, magari spingendo il pallone un po’ più lontano, e di parlargli”. Poi il ‘Dibu’ ha ricevuto una standing ovation da parte del pubblico quando, a grande richiesta, ha eseguito il passo di danza ondeggiante che aveva eseguito ai Mondiali, dopo uno dei tiri dal dischetto sbagliati dalla Francia.



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