Se Roma è la capitale del padel in Italia, il Circolo Canottieri Aniene è la sua miglior espressione, sotto tanti punti di vista. Tra questi, aver costruito una super squadra che ha vinto le sette edizioni del Campionato di Serie A fin qui disputato. Quest’anno sarebbe partito ancora con i favori del pronostico, con un team dove spiccano nomi come quelli di Martin Di Nenno e Gemma Triay. Invece l’ottavo titolo non arriverà perché il club ha comunicato la rinuncia a partecipare alla fase finale prevista dal 21 al 23 ottobre all’Inside Padel di Roma (che ospiterà contemporaneamente anche le finali di Serie C).

Un breve comunicato ha spiegato le ragioni: «Con viva delusione e con profondo rammarico, il Circolo Canottieri Aniene comunica di aver deciso di non essere nella condizione di iscrivere la propria squadra alla fase finale del campionato italiano di serie A, alla quale avrebbe avuto diritto di partecipare. Nei giorni fissati per lo svolgimento, infatti, la quasi totalità delle giocatrici e dei giocatori che avrebbero fatto parte della squadra saranno impegnati in tornei internazionali già previsti in calendario. Si fa presente, inoltre, che risulterebbe impossibile, a termini di regolamento vigente, sostituire i giocatori impossibilitati a scendere in campo con quelli che hanno preso parte al campionato di serie B e che ricorrere ad altri nostri tesserati di livello tecnico inferiore risulterebbe da un lato mortificante – in quanto non rappresentativo dello sforzo profuso da anni dal CC Aniene per la crescita della disciplina – e dall’altro irrispettoso della manifestazione».

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Ora si dovrà verificare se la federazione applicherà una penalità al circolo o se la giustificazione, del tutto comprensibile, verrà accettata. Una condizione peraltro che potrebbero vivere anche altri club impegnati a Roma (Acuero Orange Padel Roma, Mas Padel Center Catania, Magic Padel Roma, Monviso Sporting Club Grugliasco, Due Ponti Roma, Village Padel Cacciari Imola e Ruffini Padel Beinasco), anche se quella dell’Aniene è l’unica rinuncia fin qui ufficializzata. Chiaramente per gli altri club è una ghiotta occasione per vincere un titolo che avrà un sapore diverso senza la presenza dei top player internazionali e considerando che diversi tra i migliori giocatori italiani non militano nemmeno in team di Serie A. In quel week-end infatti, è previsto il torneo di Minorca del World Padel Tour e le qualificazioni del Premier Padel in Messico.

È dunque probabile che assisteremo a una fase finale in tono decisamente minore, dopo essere stati abituati a vedere impegnati fuoriclasse come Fernando Belasteguin, Agustin Tapia e Martin Di Nenno. Peraltro, nello stesso week-end al Bola Padel Next di Ancona, l’Aniene schiererà un’ottima squadra alle Final Four di Serie B, mentre ancora non è chiaro se il suo posto nel massimo campionato verrà preso da un altro circolo. In linea teorica, lo slot dovrebbe appartenere alle due squadre retrocesse l’anno scorso, ma la GFG Sport di Milano non si è iscritta al campionato fin dal principio e il Sun Padel di Riccione ha chiaramente partecipato alla serie B. Inoltre, la fase finale si disputerà in tre sole giornate (contro le cinque inizialmente previste) con una formula non ancora ufficializzata ma che dovrebbe prevedere due match al giorno. Se un girone rimanesse zoppo, alcune squadre potrebbero risultare favorite se impegnate in un minor numero di incontri.

Pablo Lima, uno dei top player mondiali, impegnato con la maglia della Canottieri Aniene

Va detto che questo caos è anche figlio di un calendario internazionale che viene aggiornato costantemente con l’ingresso di nuovi tornei, non previsti a inizio stagione. La nascita del circuito Premier Padel, che ha affiancato il World Padel Tour, ha congestionato tale calendario; le finali di Serie A erano infatti state annunciate dal 13 al 17 luglio, settimana nella quale è stato poi inserito last minute il Major di Parigi a Roland Garros. Da quel momento è stato sostanzialmente impossibile trovare una data libera da impegni internazionali che si accavalleranno fino a metà dicembre. Una problematica che potrebbe ripresentarsi l’anno prossimo dove peraltro è prevista una formula decisamente diversa, con uomini e donne separati, dodici squadre impegnate nel campionato maschile con match di andata e ritorno e l’obbligo per ciascun atleta di giocare almeno due incontri nel girone eliminatorio per essere schierati nella Final Four. Trovare questi spazi per i top player stranieri (che elevano l’appeal della manifestazione) non sarà per nulla banale.

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