Anthony Harris e Audrey Soape (Foto di Vember)

Negli Stati Uniti i balli padre-figlia sono dei veri e propri eventi, che vengono organizzati tutti gli anni nelle scuole americane a partire dalle elementari. Ma quest’anno una studentessa, la piccola Audrey Soape, non sapeva con chi andarci. Dopo aver perso suo padre a marzo dello scorso anno, a distanza di cinque settimane l’undicenne deve affrontare un altro lutto, quello di suo nonno. Non c’era, quindi, nessun uomo di famiglia che poteva accompagnarla al ballo, ma sua mamma si fa venire un’idea: “Sapevo che era inverosimile e non sapevo cosa aspettarmi. Ma ho pensato che almeno ci avrei provato”, ha detto al Washington Post Holly Soape, che come accompagnatore per sua figlia ha pensato alla stella dei Philadelphia Eagles Anthony Harris, di cui Audrey è una fan sfegatata.

Da un messaggio su Instagram al sogno

“Abbiamo avuto un anno così orribile, e Audrey ne aveva passate così tante…”, continua la donna. La richiesta che la mamma di Audrey fa al giocatore di Football americano è diretta: “Ehi, questa è una domanda pazzesca, e per favore sentiti libero di dire di no, ma c’è questo ballo alla fine di gennaio. C’è un modo in cui prenderesti in considerazione di farlo?”, scrive nel messaggio inviato pochi giorni prima di Natale su Instagram a Harris, a cui racconta anche i motivi della sua richiesta.

 

Anthony Harris e Audrey Soape al ballo (Foto di Vember)

Inaspettatamente, Anthony risponde quasi subito: “Se non arriviamo ai playoff, sarei disponibile a farlo”. Così, quando a metà gennaio è ormai chiaro che la stagione degli Eagles è finita, il giocatore mantiene la parola e attraversa gli Stati Uniti per volare dalla East Coast al Texas, per accompagnare Audrey Soape al ballo padre-figlia nella Fellowship Church di Round Rock. “Volevo solo cercare di aiutarla a superare quella serata in assenza di suo padre. Ho avuto persone nella mia vita che mi hanno sostenuto molto, a volte erano perfetti sconosciuti, quindi volevo farlo per lei”, ha commentato alla fine Harris. Come concludere se non applaudendo al cuore di questo straordinario campione?



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