Nata il 22 ottobre del 1988 a Granada, la 34enne Teresa Navarro occupa la posizione n. 41 del ranking WPT. Al suo attivo nel circuito ha giocato 240 partite, con una percentuale di vittorie (114) pari al 48%. Oltre a Teresa, leader della famiglia di Granada, le Navarro si completano con la presenza delle sorelle, sempre giocatrici di padel, Pilar e Maria. Teresa è una persona che ama l’organizzazione e non solo nel gioco, basti pensare che si scrive tutto sul cellulare in modo che non gli sfugga mai nulla.

Quando hai iniziato a giocare a padel?
«Ho iniziato a 8 anni. Mio padre giocava nei fine settimana e mi portava con mia sorella». Cosa ti piace? «Penso che sia uno sport molto completo».

Quando sei diventata professionista?
«A 24 anni, dopo aver giocato alcuni tornei juniores e il circuito del Padel Pro Tour».

Le partite indimenticabili?
«Senza dubbio, la mia prima finale del Master nel 2017 e poi i quarti di finale che ho vinto insieme a Victoria Iglesias contro Gemma Triay e Lucia Sainz».

Quali caratteristiche ti hanno colpito delle tue compagne?
«Tutte le mie partner avevano delle ottime qualità, che sia la capacità di combattere oppure una buona lettura della partita. Io da parte mia ho sempre cercato di prendere il meglio da ognuna di loro».

Se dovessi allenare una coppia del WPT?
«Non so se diventerò mai un’allenatrice, ma credo che le caratteristiche fondamentali della coppia che sceglierei sono l’umiltà e il saper lottare».

Qualche rammarico in carriera?
«Non essere diventata prima una professionista».

Pregi e difetti?
«Credo che una virtù sia quella di non sottovalutare nessun rivale. Per come è fatto il padel femminile, è molto importante. Mentre un difetto è senza dubbio quello di non fidarmi di me stessa quanto dovrei».

Colpo preferito e dove lavorare?
«Sono brava nella volée di dritto, mentre devo migliorare tutti gli altri».

Ci parli della tua racchetta?
«Gioco con la Dunlop Aero-Star Lite. Mi trovo molto bene, perché ha un ottimo controllo e allo stesso tempo ha la potenza necessaria per supportare i miei colpi d’attacco».

Cosa ami fare nel tempo libero?
«Passeggiare, viaggiare, fare shopping. Mi piace molto anche divertirmi a casa con la famiglia, gli amici e il mio cane».

Che pensi del movimento in Italia e nel mondo?
«Penso che il vostro Paese sia cresciuto molto, e non solo a livello amatoriale, ma soprattutto a livello professionale. A livello mondiale è pazzesco quanto stia accadendo, e per noi che amiamo questo sport così tanto, è una cosa che ci rende molto felici».

Sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe giocare di nuovo un Master Finale».

Padel: recupero pazzesco con tuffo

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