QUESTA È FA – FOOTBALL ADDICTED, LA RUBRICA D’APPROFONDIMENTO TARGATA NUMERO DIEZ DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL CALCIO D’OLTREMANICA. OGNI SETTIMANA, AL MERCOLEDÌ, VI RACCONTEREMO UNA STORIA D’ATTUALITÀ O DEL PASSATO, CONDIVIDENDO CON VOI LA NOSTRA PASSIONE PER IL FOOTBALL MADE IN UK! OGGI PUNTATA INTERAMENTE DEDICATA AI TOP E AI FLOP DELLA STAGIONE DI PREMIER LEAGUE APPENA CONCLUSASI.

Un’altra fantastica stagione di Premier League è giunta al termine ed è arrivato il momento delle nostre pagelle.

Top e Flop del campionato. Il goal più bello. Il momento più toccante. Tante menzioni speciali.

In questa puntata di “FA – Football Addicted” vi proponiamo il nostro punto di vista su quanto è accaduto in questo 2021/22.

Siete d’accordo con noi? Scopriamolo subito.

1. LA MIGLIORE

Miglior attacco del campionato, con 99 goals fatti. Miglior difesa, con 26 reti subite (al pari del Liverpool). Il Manchester City è stata la regina della Premier League 2021/22!

Nell’ennesima corsa ad alta velocità contro il Liverpool, i Citizens di Pep Guardiola si sono confermati i padroni del massimo campionato inglese, bissando il successo ottenuto dodici mesi fa.

Sono quattro Premier League conquistate negli ultimi cinque anni. Quattro Premier League firmate Guardiola, che ha agguantato così Sir Kenny Dalglish per quanto riguarda il numero di campionati di prima divisione inglesi vinti da allenatore: quattro, appunto (tra Liverpool e Blackburn Rovers, ndr).

Prima del catalano, solo altri tre managers erano riusciti a fare propri quattro campionati inglesi in cinque anni: George Ramsey (Aston Villa), Bob Paisley (Liverpool) e Sir Alex Ferguson (Manchester United).

Agli Sky Blues quest’anno sono serviti 93 punti per chiudere a +1 sui Reds di Klopp. Lo stesso risicatissimo distacco che ci fu anche nel 2018/19, quando vinsero il campionato con 98 punti, davanti ai 97 del Liverpool.

29 sono state le partite vinte su 38 disputate (nessuno ha fatto meglio). 168 le notti vissute da capolista in questa annata strepitosa (ovviamente anche qui nessuno ha fatto meglio).

“Siamo delle leggende. Quando vinci quattro campionati in cinque anni, vuol dire che la squadra è formata da ragazzi speciali. Tutti si ricorderanno di noi”.

Ha sentenziato un entusiasta Guardiola dopo il successo contro l’Aston Villa che è valsa la matematica vittoria di questa Premier League.

Un’ultima giornata al cardiopalma, con i Villans del super tifoso dei Reds Steven Gerrard che sono riusciti a far sprofondare il Manchester City nel peggiore degli incubi per tre-quarti di partita, portandosi su un insperato 2-0 in casa avversaria (anche grazie alla rete di un altro ex Liverpool: Philippe Coutinho).

Un incubo scacciato poi via nel giro di cinque minuti dai padroni di casa, quando – tra il 76’ e l’81’ – una doppietta di Ilkay Gundogan (già uomo titolo con i suoi tanti goals lo scorso anno) e una rete di Rodri hanno rimesso tutto in ordine per i Citizens.

Era da una gara contro il Norwich City nel gennaio del 2005 che gli Sky Blues non riuscivano a rovesciare una partita di Premier League partendo da un punteggio sfavorevole di 0-2. Oltre 17 anni.

Niente di strano per una squadra capace di vincere questo campionato praticamente due volte nel corso dello stesso anno.

A dicembre i punti di vantaggio sul Liverpool erano infatti 14. A maggio tutto questo distacco era stato mangiato dai rivali.

È qui però che i blu di Manchester non si sono lasciati schiacciare dalle pressioni e sono riusciti a mantenere quel minimo vantaggio di 1 punto che è servito per restare sul trono d’Inghilterra.

L’ennesimo trionfo di un gruppo formato da innumerevoli stelle di valore internazionale.

Un’annata difficile da dimenticare.

2. LA PEGGIORE

Dalla prima della classe all’ultima della classifica. La squadra peggiore della Premier League 2021/22 è stata senza ombra di dubbio il Norwich City.

Peggior attacco del campionato, con soli 23 goals. Peggior difesa, con l’enormità di 84 reti subite.

Solo 5 vittorie (nessuno ha fatto peggio). Ben 26 sconfitte (solo il Watford ne ha collezionate di più: 27).

Quella che lo scorso anno si era conquistata la promozione in Premier League dominando il campionato di Championship, in cui si era imposta come una delle migliori compagini mai viste nella storia del torneo, in questa stagione ha fallito su tutta la linea.

Dalla prima all’ultima giornata ha sempre occupato o la penultima o l’ultima posizione. Praticamente già retrocessa dal giorno uno.

Teemu Pukki l’unico giocatore che ha provato a portare punti alla squadra: grazie ai suoi 11 goals e 3 assists.

Un fiore solitario in un deserto aridissimo.

Nemmeno Daniel Farke è riuscito a sopravvivere, sportivamente parlando, in un’annata così disastrosa.

Alla guida del club dal 2017 e capace di guidare i Canaries a due titoli in Championship, il tecnico tedesco lo scorso novembre è stato esonerato a vantaggio di Dean Smith (che era stato a sua volta scaricato dall’Aston Villa nelle stesse ore, ndr).

Neppure il manager inglese è riuscito però a cambiare volto a una squadra che è sembrato non credere in questa salvezza neppure per un momento.

L’unico pregio? Aver dato fiducia e spazio a tanti giovani talenti come Max Aarons, Milot Rashica, Brandon Williams, Billy Gilmour, Josh Sargent e Mathias Normann.

Validi prospetti che un domani beneficeranno sicuramente del minutaggio accumulato in questa stagione.

Era possibile fare peggio di un Watford con una media di 0,61 punti a partita e che ha cambiato tre allenatori (Xisco, Claudio Ranieri e Roy Hodgson) nel corso di questo 2021/22? Il Norwich è riuscito in questa impresa.

Null’altro da aggiungere.

3. LA SORPRESA

Lo scorso anno avevamo identificato nel West Ham United di David Moyes la rivelazione del campionato, al termine di una stagione esaltante che aveva riportato gli Hammers in Europa.

Oggi questo premio lo assegniamo invece al Brighton & Hove Albion di Graham Potter, la squadra che più di tutte ci ha colpito in questo 2021/22.

Per la prima volta nella propria storia, i Seagulls hanno chiuso il campionato di massima divisione inglese al nono posto, mostrando per larghi tratti della stagione gioco e carattere da top club.

51 i punti accumulati in 38 giornate di campionato. -5 da un piazzamento valido per un posto in Europa, ovvero da quel West Ham che, settimo in classifica, si è conquistato il diritto di partecipare alla prossima Conference League.

Potter ha fatto un lavoro eccezionale, esaltando una rosa priva di stelle, ma ricca di talenti molto interessanti.

Leandro Trossard sembra aver raggiunto la giusta maturazione per essere un leader tecnico all’interno di una squadra ambiziosa.

Marc Cucurella è riuscito a esaltare le sue doti atletiche fino ad affermarsi come uno dei migliori terzini del campionato in questa stagione.

Neal Maupay è riuscito finalmente a vivere un’annata con più alti che bassi in Premier League, dimostrando di poter essere un fattore nel campionato più difficile al mondo.

Così come Alexis Mac Allister, trequartista che è riuscito a mettere in luce le sue qualità con maggiore continuità quest’anno, e Yves Bissouma, mediano che non ha più nulla da invidiare ai colleghi più quotati.

Senza dimenticare l’ottima stagione di Robert Sanchez tra i pali, Joel Veltman sulle fasce, Lewis Dunk in difesa e Pascal Groß a centrocampo.

Grazie a idee, gioco di qualità, un’identità di squadra ben precisa e tanta fame, il Brighton quest’anno si è tolto tantissime soddisfazioni.

Ha fermato per due volte sul pareggio il Chelsea Campione d’Europa. Pareggiato con il Liverpool ad Anfield.

Ha battuto Arsenal e Tottenham all’Emirates Stadium e all’Hotspur Stadium, così come il Manchester United e il West Ham al Falmer Stadium.

Alla sesta giornata di campionato ha accarezzato il sogno di passare qualche notte in testa alla classifica di Premier League, salvo doverci rinunciare a seguito di un pareggio sul campo del Crystal Palace.

Fino a dicembre ha navigato nelle acque d’alta classifica, lottando ad armi pari con chi puntava a un piazzamento europeo.

Una stagione da applausi. Anzi, da standing ovation.

Con l’augurio che per il Brighton questa stagione eccezionale sia soltanto una vetta dalla quale ripartire con ancora più entusiasmo e consapevolezza di star lavorando nella giusta direzione.

4. LA DELUSIONE

A vincere, con largo distacco, il “premio” di squadra delusione di questa Premier League non può che essere il Manchester United!

I Red Devils quest’anno sono stati semplicemente disastrosi. Su tutta la linea.

Esonerato Ole Gunnar Solskjaer a fine novembre, l’arrivo al suo posto di Ralf Rangnick non ha portato alcun miglioramento tangibile. Anzi, l’opposto.

Lo United giornata dopo giornata è sprofondato sotto il peso delle aspettative che il ritorno di un campione come Cristiano Ronaldo aveva creato e si è ritrovato a galleggiare praticamente per tutta la stagione tra il quinto e l’ottavo posto.

Posizioni non da Manchester United.

Solo 16 partite vinte in campionato. Solo 57 goals segnati e ben 57 subiti. Il peggior dato mai fatto registrare dal club da quando la Premier League ha acquisito questo nome.

Nemmeno il Burnley, retrocesso, ha incassato così tante reti (i Clarets si sono fermati a 53, ndr).

Dietro all’Everton, i Reds Devils quest’anno sono stati coloro che hanno concesso il maggior numero di goals alle tre squadre retrocesse (Burnley, Watford e Norwich City, ndr).

Raphaël Varane e Jadon Sancho hanno vissuto una prima annata flop in quel di Old Trafford.

Marcus Rashford ha perso la titolarità e si è ritrovato seduto inerme a osservare quella che è stata la sua peggiore stagione da quanto veste la maglia del Manchester United.

Harry Maguire non è riuscito a dare solidità a un reparto nel quale è lui a ricoprire il ruolo di leader.

Per non parlare della scomparsa di Mason Greenwood, finito fuori rosa per motivi extra campo e per i quali dovrà rispondere giustamente in tribunale.

Un crollo di squadra. Impensabile a inizio stagione, quando, con il ritorno di CR7, si pensava che i Red Devils potessero essere una delle forze di questa Premier League.

Il portoghese il suo lo ha fatto. I 18 goals realizzati in campionato ne sono la dimostrazione. Nulla da dire.

Fred e David De Gea gli altri due giocatori degni di essere applauditi, a fronte di ottime prestazioni da parte di entrambi (soprattutto del portiere spagnolo, il vero MVP di stagione per il club).

Il sesto posto finale significa Europa League. Non certo ciò che la società sperava.

L’arrivo di Erik ten Hag come nuovo manager è l’unica speranza di un futuro migliore.

Starà all’olandese ora provare a risvegliare un gigante che sembra essersi davvero addormentato. Ormai da troppo tempo.

5. IL MIGLIOR GIOCATORE

Scegliere quale sia stato il miglior giocatore all’interno di una stagione che ha visto, come sempre, tanti grandi protagonisti è sempre difficile.

Mohamed Salah e Heung-min Son hanno vinto il titolo di capocannonieri del campionato, con 23 goals.

Premio al quale l’egiziano del Liverpool ha poi aggiunto anche quello di miglior assist-man, grazie a 13 assistenze vincenti per i compagni.

Bernardo Silva ha illuminato la stagione del Manchester City, così come Jarrod Bowen ha fatto per il West Ham.

Tanti validi candidati.

Ma noi, alla fine, concordiamo con la Premier League, la quale ha assegnato il premio di giocatore dell’anno a Kevin De Bruyne.

Il belga in questo 2021/22 è stato infatti semplicemente meraviglioso.

È stato il leader che ha portato il Manchester City a confermarsi campione. Il pilastro sul quale i Citizens si sono sempre appoggiati nei momenti di difficoltà.

Noto a tutti per le sue straordinarie qualità da uomo assist (e anche in questa Premier ne ha messi in fila 8), quest’anno De Bruyne è riuscito anche a trasformarsi in un attaccante.

Ha realizzato 15 goals (uno in meno di Sadio Mané, giusto per rendere l’idea), mettendo a referto anche un clamoroso poker nel match del Molineux contro il Wolverhampton Wanderers.

Pazzesco. Incredibile. Sensazionale.

Scegliete voi l’aggettivo che ritenete più appropriato.

Noi abbiamo esaurito le parole per un calciatore da 10 in pagella. Da Pallone d’Oro.

6. IL MIGLIOR GIOVANE

Phil Foden? Bukayo Saka?

No. Per noi il miglior giovane di questa Premier League se lo merita Conor Gallagher.

Se il Crystal Palace per larghi tratti della stagione si è mostrata agli occhi degli appassionati come una delle squadre più divertenti e interessanti, la gran parte del merito va attribuita al ventiduenne inglese.

In prestito dal Chelsea, dove lo ritroveremo sicuramente protagonista il prossimo anno, Gallagher ha acceso un fuoco in casa Eagles e l’ha continuamente alimentato con prestazioni da applausi.

E di standing ovation quest’anno l’ex WBA da parte dei suoi tifosi nel sud di Londra ne ha ricevute infatti molte.

Gli 8 goals e i 3 assists accumulati sono solamente una parte di ciò che il centrocampista ha fatto per il Palace.

Innumerevoli palloni recuperati. Infinite azioni pericolose create.

Posizionato sulla trequarti campo o, più indietro, sulla mediana, il risultato è sempre stato lo stesso: qualità ed efficacia.

Patrick Viera ci ha messo un lampo a capire che Gallagher fosse il ragazzo giusto al quale affidare le chiavi della sua macchina.

Il CT Gareth Southgate non si è fatto scappare l’occasione di farlo debuttare con l’Inghilterra maggiore.

Thomas Tuchel ha già anticipato di non vedere l’ora di riaccoglierlo a Stamford Bridge.

Traete voi le conclusioni.

Conor Gallagher in Premier League è ormai una solida realtà.

7. MIGLIOR ALLENATORE

Con il Manchester City di nuovo campione, sarebbe logico assegnare il titolo di miglior allenatore del campionato a Pep Guardiola. E il catalano se lo merita tutto.

Con un Liverpool che ha chiuso a -1, sarebbe però altrettanto corretto affidare questo premio nelle mani di Jürgen Klopp.

E la nostra scelta è ricaduta proprio sul manager tedesco.

Klopp ha avuto la forza e la bravura di rianimare un Liverpool parso a fine ciclo lo scorso anno, quando, soprattutto a causa di diversi infortuni occorsi a giocatori fondamentali (vedasi Virgil van Dijk), i Reds avevano tradito le aspettative.

Lo ha fatto senza snaturare le idee infuse negli anni precedenti e riproponendole con ancor maggior vigore e convinzione.

Ha aspettato Thiago Alcantara, rendendolo poi la chiave capace di aprire ogni porta all’interno del suo centrocampo.

Esaltato le qualità tecniche di Diogo Jota nel girone d’andata e del nuovo acquisto Luis Diaz in quello di ritorno.

Con il solito ardore che lo anima e che tanto lo fa amare dai propri tifosi, ha spinto il suo Liverpool alla realizzazione di una rimonta su un Manchester City che sembrava essere scappato troppo lontano già a gennaio e che si è ritrovato invece a dover lottare per la Premier League fino a pochi metri prima del traguardo finale.

Una risalita incredibile se pensiamo che negli stessi mesi il Liverpool ha fatto suoi i trofei della League Cup e della FA Cup, raggiungendo anche la sua terza finale di Champions League negli ultimi cinque anni.

Non sarà sicuramente quadruple. Sarà però treble o double.

Sarà quel che sarà. Per noi, intanto, Klopp qualcosa è già.

Il miglior allenatore della stagione di Premier League 2021/22.

8. GOAL DELLA STAGIONE

Mateo Kovacic in un Chelsea-Liverpool di inizio gennaio.

Andate a rivedervelo. Per noi il goal più bello di questo campionato è il tiro al volo del centrocampista croato contro i Reds.

Una freccia scoccata sotto l’incrocio dei pali, sotto gli occhi di un Caiomhín Kelleher incredulo.

Stunning! Come dicono gli inglesi.

Meraviglioso, come diremmo noi.

Da vedere in loop.

9. BEST MOMENT

Se nelle categorie presentate in precedenza, avevamo diversi dubbi, in questo caso non ne abbiamo alcuno.

Il best moment di questa stagione di Premier League si è consumato il 26 febbraio, quando al 52’ della sfida tra Brentford e Newcastle United Christian Eriksen è rinato.

Messo sotto contratto dalla Bees del connazionale Thomas Frank qualche settimana prima, è in quella giornata che il fantasista danese ha dato inizio alla sua seconda vita calcistica, tornando a mettere i piedi in campo per la prima volta da quei tragici attimi vissuti a Euro 2020.

Il calcio ha così riaccolto uno dei migliori interpreti contemporanei di questo sport.

La Premier League ha riaccolto uno dei suoi figli prediletti, dandogli la possibilità di tornare a essere quello che è: un calciatore professionista.

Sono seguite poi 10 altre partite, 1 goals e 4 assists. Numeri decisamente utili ad aiutare il Brentford a concludere il proprio campionato al tredicesimo posto, da neo-promossa, nell’anno del ritorno in Premier League.

Un tredicesimo posto che deve molto a quel 52’ di Brentford-Newcastle. Il momento in cui Christian Eriksen è tornato ufficialmente a essere Christian Eriksen.

Il best moment del campionato! Senza alcun dubbio.

Premier League

MANCHESTER, ENGLAND – DECEMBER 14: The official Nike Premier League match ball before the Premier League match between Manchester City and Leeds United at Etihad Stadium on December 14, 2021 in Manchester, England. (Photo by Visionhaus/Getty Images)

10. PREMIO ‘FA – FOOTBALL ADDICTED’: LE MENZIONI SPECIALI

Riassumere in dieci steps tutto ciò che è accaduto in un’intera stagione di Premier League è onestamente impossibile.

Per questo abbiamo deciso di dedicare l’ultimo punto dei nostri ‘Top e Flop del Diez’ a quelle squadre e quegli uomini che a nostro avviso non possono assolutamente non essere citati in questo articolo (e ci scuserete se ne avremo dimenticati alcuni).

Il premio ‘FA – Football Addicted’ lo dedichiamo dunque alle menzioni speciali.

  • ANTONIO CONTE: Arrivato al Tottenham a inizio novembre, a seguito dell’esonero di Nuno Espirito Santo dopo solo dieci giornate di campionato, il tecnico italiano è riuscito a centrare l’obiettivo che gli era stato indicato come imprescindibile: centrare il quarto posto e portare gli Spurs in Champions League. Lo ha fatto accumulando 56 punti in 28 partite (17 vittorie, 5 pareggi, 6 sconfitte) e superando in classifica nelle ultime decisive giornate di campionato gli eterni rivali dell’Arsenal (che per un altro anno dovranno mordersi le mani per non essere riusciti a strappare un pass per la massima competizione europea). Ha rianimato un Harry Kane parso demotivato a inizio anno e continuato a esaltare un Heung-min Son semplicemente indomabile in questo 21/22. Ha ridato spazio e fiducia a Ryan Sessegnon, uno dei giocatori che ha mostrato le cose migliori sotto la sua gestione tecnica, e puntato fortemente su un Dejan Kulusevski rivelatosi uno dei migliori acquisti di gennaio tra tutti i clubs di Premier League.
  • MIKE DEAN: Amato da molti. Criticato da tanti. Sempre in discussione, come è insito nella natura stessa del suo lavoro. Mike Dean ha disputato la sua ultima stagione da arbitro professionista, appendendo il temuto fischietto al chiodo. 22 anni di carriera. 560 partite arbitrate. Il calcio inglese saluta uno dei suoi volti più iconici del XXI secolo. Chelsea-Watford sarà ricordata – giustamente – anche come il suo ultimo match diretto in carriera. “Gli ho detto che per me è stato un onore far parte della sua ultima partita”, ha dichiarato Thomas Tuchel a fine match. Una gara che di certo Mike Dean non dimenticherà mai.
  • LIVERPOOL: Della favolosa (e a tratti pazza) Premier League giocata dal Liverpool vi abbiamo già parlato nella voce relativa a Klopp, ma ci sembra giusto sottolineare ancora una volta come i Reds siano tornati a essere una delle squadre più forti al Mondo in questa stagione. E in Premier League questa forza si è vista tutta. Le due sole sconfitte incassate in 38 partite lo dimostrano (meno anche del Manchester City campione). In questa menzione speciale vogliamo poi sottolineare il fantastico impatto che Luis Diaz ha avuto sul campionato inglese, dal suo arrivo lo scorso gennaio. Il colombiano ci ha messo meno di un secondo ad ambientarsi sulle rive del Merseyside e ha confermato ancora una volta la fine intelligenza degli operatori di mercato del Liverpool. Se i Reds sono arrivati a giocarsi il titolo all’ultima giornata contro i Citizens di Guardiola, gran parte del merito è anche sua. Un impatto devastante!

 

  • JORDAN PICKFORD: L’Everton ha vissuto una delle stagioni più complicate della sua gloriosa storia, lottando per non retrocedere in Championship fino a un paio di giornate dalla fine del campionato. Una salvezza ottenuta matematicamente con l’emozionante rimonta per 3-2 di Goodison Park contro il Crystal Palace, arrivata quando tutto sembrava ormai perduto. L’arrivo di Frank Lampard a stagione in corso al posto di Rafael Benitez non ha portato quel cambio di passo che in molti si aspettavano, ma, se dovessimo identificare un giocatore che più di tutti è riuscito a mantenere la barra dritta nei momenti più delicati, a nostro avviso quel giocatore non può che essere Jordan Pickford. Richarlison ha segnato diversi goals decisivi, ma il N°1 dell’Inghilterra ha messo letteralmente le mani sulla salvezza, mettendosi in mostra con parate tanto difficili quanto pesanti nelle ultime settimane di campionato. Quando il pallone scottava di più e ogni punto era decisivo. Potranno non piacere le sue (troppe) uscite a vuoto. Potrà non piacere la sua discontinuità. Ma Jordan Pickford tra i pali è un vero campione e le sue parate per l’Everton hanno fatto la differenza tra il restare in Premier League e lo sprofondare in Championship.
  • HEUNG-MIN SON & MOHAMED SALAH: Capocannonieri della Premier League 21/22 a pari merito con 23 goals. Trascinatori di Tottenham e Liverpool per tutta l’annata. Imprescindibili rispettivamente per Conte e Klopp. Cosa aggiungere? Nulla. Son e Salah in Inghilterra sono ormai un punto di riferimento da anni e in quest’annata lo hanno dimostrato ancora una volta.

 

  • JARROD BOWEN: 12 goals e 12 assists in 38 gare di campionato. Nessun altro calciatore inglese ha fatto meglio di Jarrod Bowen quest’anno. Soltanto James Maddison con il Leicester City e Tammy Abraham in Italia con la Roma sono riusciti a tenere il suo ritmo. Sempre protagonista in ogni grande partita disputata dal West Ham nel corso di questa annata. Dispensatore di luce per i compagni. La Premier League 2021/22 è giusto che sia ricordata anche come quella che ha visto la definitiva esplosione di Jarrod Bowen. Un talento che ora merita un’occasione anche con l’Inghilterra. Occasione che avrà, visto che il CT Gareth Southgate lo ha convocato per le prossime amichevoli contro Ungheria, Germania e Italia. Un traguardo più che meritato!

 

  • MARK NOBLE: Restiamo in casa West Ham e parliamo ora di Mark Noble. Lo storico capitano degli Hammers ha infatti vissuto la sua ultima stagione da calciatore. Una storia d’amore, quella tra il centrocampista inglese e il suo West Ham, iniziata nell’ormai lontano 2000 e proseguita per 22 anni. Dalle giovanili alla prima squadra, con piccole parentesi all’Hull City e all’Ipswich Town. Mark Noble è stato, è e sarà sempre per tutti Mr. West Ham. Un soprannome che non ha bisogno di commenti. Così come non ne hanno bisogno le lacrime viste sgorgare dal suo volto e da quello di compagni e tifosi dopo la sua ultima partita con il club di una vita. Well done Mark. You did great!

 

  • BRENTFORD: Una menzione d’onore se la merita anche il Brentford, unica squadra neo-promossa ad aver mantenuto il suo posto in Premier League. Se Watford e Norwich City sono sprofondate sin dall’inizio, le Bees sapientemente allenate da Thomas Frank si sono esaltate sin dalla vittoria contro l’Arsenal nella prima giornata di campionato, dimostrando di avere tanta fame, ma soprattutto tanta qualità. Una stagione paragonabile a quelle sorprendenti vissute da Sheffield United e Leeds United rispettivamente due e un anno fa. Il Brentford può essere più che soddisfatto del bellissimo tredicesimo posto ottenuto in questa prima annata in Premier League, dove si è tolto anche le soddisfazioni di battere Arsenal, West Ham (per due volte) e Chelsea, oltre che di pareggiare con Liverpool e Tottenham. Il nuovo obiettivo ora sarà quello di riconfermare quanto di ottimo mostrato in questa stagione.

 

  • EDDIE HOWE: Last but not least. Nelle nostre menzioni speciali, non può mancare il nome di Eddie Howe. L’uomo che ha cambiato volto al Newcastle United. Presi i Magpies da penultimi in classifica a inizio novembre (dopo l’esonero di Steve Bruce, ndr), il giovane tecnico inglese li ha condotti a un clamoroso undicesimo posto finale in campionato. Lo ha fatto con intelligenza, trovando una collocazione perfetta per ognuno dei suoi giocatori, ridando fiducia a un ambiente depresso e lasciandosi aiutare da un mercato invernale che ha visto il Newcastle spendere molto (grazie alla nuova proprietà saudita, ndr) e assicurarsi giocatori decisamente utili al progetto. L’obiettivo era la salvezza. Eddie Howe ha portato molto di più: una rinascita. 13 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte sotto la sua gestione. 38 punti conquistati nelle ultime 19 gare di campionato, con i soli Liverpool e Manchester City capaci di fare meglio. Una top ten finale sfiorata per due soli punti. Risultati di squadra eccellenti ottenuti grazie a un manager eccellente. Il ritorno in Premier League di Eddie Howe (dopo la pausa che si era preso post addio al Bournemouth, ndr) è stato da applausi.

 

And now – once more – let’s grab a pie and a beer, mates. Enjoy!

Alla prossima puntata di ‘FA – Football Addicted’!

 

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