Partecipare a un Mondiale e indossare la maglia della Nazionale è il sogno di qualunque atleta nel mondo dello sport. Giulio Graziotti, classe 1998, questo sogno lo ha coronato nel padel. Un’emozione fortissima che ancora oggi gli fa battere forte il cuore: «Non me lo aspettavo – le sue parole in esclusiva al ritorno dai recenti Mondiali di Dubai – perché vengo da un percorso breve, da gennaio ho iniziato a giocare solo a padel, con il trasferimento in Spagna presso la Bullpadel Academy di Rodri Ovide e Gaby Reca a Madrid. Piano piano sono arrivati anche i primi successi, come il FIP Promotion in Agrigento e qualche Open in Italia. La convocazione è stata un’emozione incredibile».

I ricordi di Dubai e non solo

Giulio, ancora visibilmente emozionato, ci racconta la sua esperienza di Dubai: «Sono stati undici giorni incredibili. Avevo la fortuna di avere come ct l’allenatore di Belasteguin e ho pensato che da lui potevo imparare tanto. Ho visto dal vivo i giocatori più forti al mondo, cercando di rubare qualcosa con l’occhio. L’esordio con la maglia azzurra, contro le leggende Belasteguin e Chingotto, sarà un ricordo che porterò sempre con me». Giulio fino a dicembre si è diviso tra padel e tennis con la maglia del Magic Padel di Roma ma già dentro la “gabbia” aveva dimostrato il suo valore, con la vittoria nel 2015 del Master del Circuito amatoriale MSP Italia. Un successo che già faceva intravedere il talento e le qualità dell’atleta romano: «È importantissimo allenarsi sempre in campo, in particolare sulla preparazione fisica. Solo così, con determinazione e sacrificio, riesci a capire tanti aspetti del gioco. Adesso mi alleno tutti i giorni per due ore la mattina e tre volte il pomeriggio. A gennaio tornerò in Spagna per sei mesi e continuare il mio percorso di crescita». Il Mondiale potrebbe essere il punto più alto per la carriera di un atleta. Non per Giulio, che ha già chiaro il suo prossimo obiettivo: «Entrare nel Tabellone principale di un torneo Premier Padel, nessun italiano ci è ancora riuscito. Sarà un’impresa ma ce la metterò tutta!».



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